Pollichieni vs senatori Ncd: Confermo, per censurarmi CalabriaOra quel giorno non arrivò in edicola

Pollichieni vs senatori Ncd: Confermo, per censurarmi CalabriaOra quel giorno non arrivò in edicola

ppp      di PAOLO POLLICHIENI* - (riceviamo e pubblichiamo) “Smentiamo categoricamente quanto affermato dal noto giornalista calabrese Pollichieni in un’intervista sulle colonne de ‘La Stampa’ secondo cui l’edizione di Calabria Ora del 20 luglio 2010 non venne stampata quando lui era Direttore di quel giornale”.

Lo affermano i Senatori del Nuovo Centrodestra Nico D’Ascola, Piero Aiello, Antonio Caridi e Giovanni Bilardi. “A smentirlo non siamo noi, ma lo dicono i fatti perché Calabria Ora, quel giorno, era regolarmente nelle edicole della Calabria. Il giornale è presente anche nelle nostre rassegne. Probabilmente – concludono i Senatori Calabresi del Nuovo Centrodestra – il giornalista Pollichieni tenta solo di farsi pubblicità mistificando la realtà”.

Il testo che avete letto è comparso su qualche sito di famiglia e sul notiziario dell'Adn-Kronos. Testimonia che qualcuno è veramente sull'orlo di una crisi di nervi. Me ne dispiaccio. Calabria Ora quel 20 luglio non era in edicola. “Per motivi tecnici”, vi comparve solo in tardo pomeriggio e solo in qualche edicola: non più di ottocento sgualcite copie rispetto alle oltre 15mila che tirava ed alle quasi novemila che vendeva.

Lo testimonia la nota che alleghiamo, comparsa sul sito del Sindacato dei giornalisti calabresi, ancora oggi consultabile, e redatta dalla redazione della Federazione nazionale della stampa.

Ne prenda atto il senatore Nico D'Ascola. Ci rivolgiamo solo a lui perchè solo la sua firma su quel comunicato autolesionistico ci crea meraviglia. Il prof. D'Ascola, infatti, è un noto e stimato penalista, anzi è docente di diritto penale, insomma in politica porta ancora un'impronta personale e diversa.

Difficile dire la stessa cosa del senatore Piero Aiello, così preso dalla sua vicenda personale che lo vede a rischio di finire in carcere perchè pende davanti alla Corte di Cassazione la richiesta della Dda di Catanzaro che, appunto, lo vuole arrestare per concorso esterno in associazione mafiosa.

E che pensieri avrà il senatore Bilardi, il cui nome compare pericolosamente nelle inchieste della stessa Procura antimafia per via di incontri tenuti in quel di Vibo Valentia. Ma ancor più pensieri per la testa li ha l'ex assessore del sacco di Reggio, Antonio Caridi, ed ex assessore della Regione Calabria, veste con la quale entra nelle inchieste delle procure di Milano e Genova anche lì per spericolati conviviali con esponenti della 'ndrangheta.

Pensassero ai loro problemi ed alle loro imposture, invece di tentare di intimidire, con una pistola scarica e con una serie di falsità gratuite, chi non è stato e non sarà mai nel loro libro paga. Ed un consiglio anche a chi ospita le loro disperate elucubrazioni: provate a verificare che le cose che scrivono siano supportate da prove, perchè l'immunità parlamentare non è estensibile a chi pubblica senza dare diritto di replica e senza verificare quello che pubblica.

*direttore del Corriere della Calabria