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106, non intrappolatela tra questioni sociali e questioni ambientali

106, non intrappolatela tra questioni sociali e questioni ambientali

106       di FRANCESCO RUSSO* - Gli incidenti sulla106 continuano ogni giorno e intanto la realizzazione dei megalotti segna il passo.

La realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture di trasporto hanno sempre l’obiettivo di migliorare la sostenibilità dello sviluppo di un territorio.

La sostenibilità, nel dibattito internazionale, ha tre specificazioni: sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica.

E nessuna deve prevalere.

Allo stato attuale, sulla 106, sembra si stia formando la tenaglia terribile che ha stretto già l’Ilva.

A Taranto cosa è successo? Un duro contrasto.

Da una parte la NON-sostenibilità sociale declinata con la disoccupazione e il lastrico per le famiglie e con i morti; dall’altra la NON-sostenibilità ambientale, declinata nel modo più tremendo con i morti per l’inquinamento. Nei mesi passati abbiamo assistito al dramma riportato dai media sul che fare. Le interviste con i cittadini di Taranto e con i lavoratori dell’Ilva, hanno evidenziato la morsa di quella tenaglia.

Oggi sulla 106 sembra stringersi una tenaglia simile. Di nuovo un duro contrasto.

Da una parte la NON-sostenibilità sociale, se non dovesse approvarsi il progetto definitivo del megalotto 3, con il tributo di morti, feriti, incidenti gravi, dovuti alle condizioni attuali della strada. Dall’altra la NON-sostenibilità ambientale, se dovesse approvarsi, con la preoccupazione per gli impatti che la realizzazione di alcune opere possono produrre sull’ambiente della costa jonica.

Non è accettabile finire in questa trappola. Non è accettabile una battaglia ideologica come quella sul Ponte.

Non si vuole entrare adesso nel merito delle singole posizioni: tutte legittime. Ma si vuole smontare la tenaglia.

Da una parte la sostenibilità sociale. Non è vero che realizzando una strada a carreggiate separate, al posto di una a carreggiata singola, si abbattono i tributi di morte. È facile vederlo. Basta ricordare cosa succede nel raccordo di Reggio, tra la A3 e la 106. Si raggiunge uno dei più alti indici di incidentalità d’Italia in una strada a carreggiate separate: 55 incidenti in un anno in un chilometro ben individuato.

Dall’altra la sostenibilità ambientale. Si sente fare un ragionamento: l’impatto ambientale si riduce mettendo sottoterra le opere. Non è vero che le nuove infrastrutture, stradali o ferroviarie, debbano essere tutte in galleria. Non è obbligatorio che le opere di ingegneria siano devastanti. La Convenzione Europea del Paesaggio (approvata nel 2000, ratificata dall’Italia nel 2006) ha segnato un nuovo approccio normativo, politico e culturale: il paesaggio assume un ruolo giuridico, supera il limite della bellezza panoramica e diventa promotore di sviluppo del capitale territoriale, superando la tradizione della tutela del bene estetico, bellezza ambientale e culturale da sottoporre a vincolo assoluto.

Bisogna togliere la SS 106 dal terreno ideologico e bisogna separare due livelli temporali.

Il primo è oggi per oggi.

Intervengano Governo regionale e Governo nazionale. Subito, con interventi finalizzati per abbattere il tributo che la Calabria non deve pagare. Raccordo A3 e 106 siano simboli di sicurezza. Ci vogliono pochi soldi e poche settimane, molta capacità ingegneristica e molta decisionalità. Si intervenga nei punti critici, negli accessi. Si attivi un controllo telematico: dalle infrazioni di velocità, alle infrazioni del rosso; dai veicoli fermi in condizioni pericolose, a quelli contromano; dall’informazione sui cantieri, alle code.

Il secondo è oggi per domani.

La nuova 106 può e deve essere fatta in pochi anni, può e deve essere sicura e pienamente integrata nel paesaggio.

Non bisogna rifare la A3, che costa una barcata di soldi e a volte devasta il paesaggio. Si guardi alle autostrade francesi adagiate sul territorio. Il paesaggio è un bene prezioso per la Calabria, ma non è un museo polveroso.

PS. 28 Settembre 2012, delibera della giunta regionale Scopelliti: “Su proposta dell’assessore ai Trasporti Luigi Fedele è stato approvato lo schema di Protocollo d’Intesa fra la Regione ed il Centro di Eccellenza CTL (Centro di ricerca per il trasporto e la logistica) dell’Università La Sapienza di Roma…... Le parti s’impegnano, inoltre a realizzare, in partenariato, il centro di monitoraggio e Governo della Sicurezza stradale della Regione Calabria.”

Che è successo? Che risultati hanno ottenuto?

*docente unirc