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LA RECENSIONE. Madama Butterfly a Reggio

LA RECENSIONE. Madama Butterfly a Reggio
mad La storia è sempre quella, la musica è la stessa. Cosa cambia dunque? Di cosa stiamo parlando? Ma di tutto il resto, naturalmente!

Allestimento, luci, regia, musicisti, direzione, cantanti, coristi e di tutte le persone che non viste, prendono parte alla macchina magica dell’opera lirica, della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, portata al Teatro Cilea dall’Associazione Traiectoriae per la rassegna Alziamo il sipario!

L’allestimento è quello novarese realizzato per il Teatro Coccia e definito tra i migliori 10 del 2017 dal sito specializzato Opera Click, per l’occasione è stato rivisitato dallo stesso regista Renato Bonajuto adattandolo al palcoscenico reggino di dimensioni più ridotte.

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Niente sipario, al suo posto un telo che, come altri shosi, con le luci accese, crea un gioco di trasparenze di grande effetto. Un allestimento pulito, sobrio che lascia efficacemente alle luci il compito di evocare, sottolineare, accompagnare le suggestioni del canto. Un tronco d’albero si staglia sullo sfondo della scena, presso la porta d’ingresso. Un albero con le sue dita sottili e contorte incombe con la promessa di una fioritura che mai avverrà, (tema questo, ripetuto anche nei pannelli laterali e in quello superiore). E poi, la luna piena, enorme, che sarà il testimone delle parole d’amore e dell’attesa disperata, nell’ultima notte di Butterfly.

Una Madama Butterfly che in Liliana Marzano ha trovato un’interprete intelligente e un’ottima attrice, composta e lucida anche nei momenti più tragici, mantenendo una postura perfettamente aderente al personaggio. Sempre all’altezza della situazione ha reso una prova di grande tecnica nella gestione della difficoltà vocali e nel controllo dell’emissione. Intima e pudica con Ieri son salita, e per tutto il duetto d’amore ha dato prova di sensibilità e carattere musicale con un affascinante Pinkerton.

Il tenore Max Jota nel ruolo del protagonista ha reso con l’efficacia della sua presenza scenica, un personaggio spavaldo all’inizio, convincendo con una voce dalla timbrica particolare, rinforzata da acuti ben sostenuti e sicuri, per dare poi il meglio di sé nella seconda parte dell’ultimo atto dove ha caratterizzato con la ricchezza di sfumature e accenti, una interpretazione calda e particolarmente toccante di Addio fiorito asil. Ad affiancare Pinkerton, un ottimo Salvatore Grigoli (baritono) nelle vesti di Sharpless .

Con una bellissima voce dal timbro particolare, si è rivelato il mezzosoprano Lorena Valero, che ha accompagnato l’opera con sensibilità emotiva e scenica, e ha saputo passare dai diversi registri con grande naturalezza.

Sempre di efficace interpretazione Natalia Bocco (Kate Pinkerton), Didier Pietri (Goro, l’abile ruffiano) , Giuseppe De Luca (nella doppia parte del pretendente Yamadori/lo zio bonzo) e Alberto Crapanzano (il commissario imperiale/l’ufficiale di registro).

La direzione particolarmente espansiva del maestro Alvaro Lonzano Guitierrez ha invaso a tratti la scena, ma non ha intaccato l’entusiasmo per una Madama Butterfly che questo teatro aspettava da tempo.

foto di Antonio Sollazzo