Direttore: Aldo Varano    

LOCRI. Apre palazzo Nieddu, tra speranze e polemiche

LOCRI. Apre palazzo Nieddu, tra speranze e polemiche
plNieddu Si è arricchito di un nuovo contenitore il melting pot di reperti e testimonianze archeologiche che ha caratterizzato la fascia jonica calabrese. Da circa due mesi dopo alcuni intoppi e polemiche è stato aperto infatti a Locri il museo di palazzo Nieddu del Rio, struttura comunale in gestione ora al Polo museale regionale diretto da Angela Acordon. Tristemente noto per essere conosciuto come luogo in cui hanno ucciso Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale della Calabria nel 2005. Senza nulla dimenticare, oggi si cerca una nuova vita di palazzo Nieddu con un investimento pubblico da oltre un milione di euro che ha concretizzato il recupero e la musealizzazione della residenza.

Dunque un nuovo spazio per il polo locrese, gestito da Rossella Agostino, che va ad aggiungersi al museo nazionale e al parco archeologico Epizefiri. Nel piano terra – dove si trova anche la biblioteca comunale – inizia quindi il percorso espositivo del palazzo che fotografa sotto vari aspetti la vita del territorio circostante: si trovano oggetti risalenti all’Età del ferro e del bronzo provenienti dalla locride. Al piano superiore tra le altre cose sono esposti, poi, i resti del complesso insediativo di età greca (VII-IV secolo a.C.) ubicato alle porte dell’antica città di Locri Epizefiri in località Canneti. Scoperte effettuate durante i lavori per la realizzazione della nuova 106, nel tratto compreso tra Marina di Gioiosa Jonica e Sant’Ilario allo Jonio.

Le indagini tecniche, con il ritrovamento di parte di una imbarcazione e animali bruciati, hanno restituito anche tracce di riti e abitudini quotidiane delle passate epoche. «Questi resti incendiati in antichità», spiega la direttrice Agostino, «rimandano ad un antico rituale religioso risalente alla cultura greca e legato al fuoco». I risultati di questi importanti ritrovamenti, nati dalla collaborazione tra Anas e Mibact, saranno anche raccolti in una monografia scientifica. All’interno del museo gli esperti hanno ricostruito a scala reale anche una coppia di sepolture ritrovate a località Canneti.

Sepolture

Qualche numero

Dai numeri forniti dal Mibact emerge un aumento di ospiti significativo, ma si può ambire a margini di miglioramento con l’apertura di palazzo Nieddu e la messa in rete a Locri dei luoghi culturali. Nel 2017 i visitatori del museo e del parco sono stati 21.760 con un +9,9% rispetto all’anno precedente (19.791). E anche sui paganti nel 2017 – dati Mibact – si riscontra un +12,4% sul 2016 con 10.265 biglietti, interi o ridotti, acquistati per visitare il museo. Salendo la costa jonica, in tema di archeologia, i visitatori totali a Kaulon (museo e area) nel 2017 sono circa 4.400 con un +44%.

A Locri oggi è possibile acquistare un biglietto ridotto per visitare i tre luoghi – palazzo, parco e museo – nella stessa giornata. Un viaggio nella Calabria greca e non solo. Il prossimo 1 luglio, invece, l’ingresso è gratuito nell’ambito della domenica al museo.

La diatriba con il museo di Reggio Calabria

L’apertura di palazzo Nieddu del Rio, come noto, non ha avuto vita facile. Si dice: museo aperto a metà. Con qualche ritardo. Perché? All’occhio del turista o visitatore mancano alcuni oggetti che i curatori del percorso espositivo avevano immaginato originariamente all’interno del museo dedicato al territorio locrese. Si tratta, avverte la direttrice Agostino, di «un corredo che comprende due vetrine, circa 150 pezzi dell’era protostorica. Purtroppo il museo di Reggio non ha consegnato questi reperti e li tiene chiusi nel deposito», osserva la direttrice Agostino.

Malacrino, responsabile del Marc, il museo autonomo archeologico di Reggio Calabria, nelle settimane passate – attraverso una lettera mandata alla stampa – ha commentato che «quando c’è una richiesta di deposito pluriennale l’autorizzazione deve essere rilasciata dalla dg musei del Ministero, alla quale il direttore del museo prestatore deve assicurare la completezza della documentazione di ogni singolo reperto». Se, come dice Agostino, i reperti sono nei depositi si attende allora una più rapida esecuzione delle procedure per far sì che al turista venga offerta la più ampia offerta sulla Calabria del passato.