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LETTURE ESTATE ’18. Sbirre, Carlotto De Cataldo De Giovanni. Rizzoli, 2018

LETTURE ESTATE ’18. Sbirre, Carlotto De Cataldo De Giovanni. Rizzoli, 2018
sbirre La frontiera tra Italia e Slovenia. Da decenni parete di confine di un mondo continuo. “Armi, stupefacenti, latitanti, puttane, ma soprattutto soldi. Sacchi di euro che lasciavano l’Italia diretti in Romania, e valute varie da riciclare che percorrevano il tragitto inverso”. Un vicequestore della polizia: Anna Santarossa.

Il centro storico, i quartieri, l’Arco di Costantino, cioè Roma. Invece no.  “Durante il corso presso la polizia postale, le avevano insegnato che deep è il web profondo, quello delle centinaia di milioni (del miliardo e passa, sosteneva qualcuno) di pagine che non possono essere rintracciate (meglio: indicizzate) da Google e dagli altri motori di ricerca. Deep è la parte sommersa di un iceberg. Ma ciò che è deep non è per forza criminale. Quella è un’altra storia. Quello è il dark web. La rete buia.”Polizia di Stato: Unità di crimine violento: Alba Doria.

Piazza Sannazzaro, Dipartimento Chimica, Napoli. Sara Morozzi“era stata l’indiscussa leggendaria, maestra delle intercettazioni”, adesso poliziotta in pensione.

Adriana Cammi, prima donna in Italia a guidare un Reparto mobile. La vecchia celere, luogo maschile, muscolare per eccellenza. Con la sua nomina, annunciata dal capo della polizia Gabrielli, cade l'ultimo baluardo maschile all'interno degli uffici della polizia, perché le signore dirigenti sono ormai tante: dalle volanti all'antirapina, dalla squadra mobile alla Digos, fino alle stesse questure.Repubblica 29 luglio 2018. Ne hanno dato notizia tutti i giornali nazionali. Ed è quindi una notizia. Sembra banale, ma una donna a capo di un reparto importante è una notizia. Nel nostro Paese, nel terzo millennio, è una notizia. Allora forse bisogna chiedersi perché, dopo tutte le battaglie, dopo il ’68, dopo le femministe, siaancora notizia.

Anna Santarossa, Alba Doria e Sara Morozzi sono personaggi letterari. Adriana Cammi è una donna vera-

In quest’estate del 2018,se in un Paese occidentale una donna a capo di un reparto mobile è notizia, dobbiamo pensare ad altri Paesi alle loro notizie.L'Arabia Saudita ha consegnato le sue prime patenti di guida a 10 donne ben prima del 24 giugno, giorno in cui verrà ufficialmente eliminato il divieto di guida per le donne nel Regno. Il Giornale 5 giugno 2018.

Da Eva, forse primo criminale della storia, alle streghe, alle suffragette, una storia di discriminazioni, una storia di separazioni del genere umano, una sotterranea predefinita storia di potere che si declina in tutte le forme, dalle più abbiette alle più subliminali, passando per le forme religiose e per quelle laiche.La questione femminile è ancora una questione aperta.

Un romanzo non può rendere giustizia. Tre novelle non possono chiudere una questione. Ma tre donne in ruoli storicamente maschili, in ambienti di frontiera, materiali e immateriali, dalla frattura est-ovest al più profondo web, contribuiscono, anche se per solo un granellino, alla giustizia.

Le tre donne delle tre novelle, non sono diverse dagli altri poliziotti, e questo le rende ancora più vere, hanno contraddizioni, vite vissute, sogni realizzati ed infranti. Non dimenticano, odiano, sanno vendicarsi. Sono poliziotti. E sono donne.

“Sbirre”, di Carlotto - De Cataldo - De Giovanni, è un libro da leggere.Le tre novelle permettono di prenderlo, posarlo, riprenderlo, riposarlo. Il libro ripropone una questione. Chi neha fastidio, chi ha già risposte per tutto, troveràdelle belle storie. Chi ha cercatodelle risposte, chi non ha smesso di cercarle, chi lavora con fatica nel quotidiano per una società più giusta, chi non vive di esaltazioni generiche del popolo, e di preservazioni di sovranità di qualunque genere, può fermarsi un istante durante la lettura e lasciare correre le idee, in alto.

Sbirre, Carlotto, De Cataldo, De Giovanni. Rizzoli, 2018.

*Unirc