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LETTURE ESTATE 18. A schema libero, Lou Palanca (Rubbettino)

LETTURE ESTATE 18. A schema libero, Lou Palanca (Rubbettino)
schemaAutostrada A2. Direzione nord, tra Ferentino e Anagni.
Sabato 26 settembre 1970

… Ma avevano capito che cosa stava succedendo davvero in città, avevano indagato e scoperto come e perché era deragliato il treno vicino a Gioia Tauro.”
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Reggio Calabria, mercoledì 15 dicembre 2010

La Mercedes nera procede lentamente direzione porto. E’ mossa da una forza inerziale che la fa rotolare sull’asfalto sconnesso di un destino veloce, segnato da scelte irreversibili e decisioni assunte con tenace determinazione, mantenendo nervi saldi e lealtà agli amici.”

Il romanzo si snoda tra i moti di Reggio del ’70 e gli anni recenti. A schema libero di Lou Palanca è scritto a più mani (De Nardo, Fiorita, Ranieri), a differenza di Sbirre, in cui sono presenti tre personaggi in tre diverse novelle scritte da tre diversi autori, in questo romanzo sono disegnati diversi personaggi, ognuno con una propria storia, che convergono sullo stesso racconto.

Il romanzo sviluppa un’operazione complessa: mettere insieme differenti tessere del rompicapo, connettere i moti di Reggio con quanto accade dopo. Per certi versi è lo stesso romanzo un pezzo del cruciverba che è la storia di 40 anni della città e del Paese. Gli autori costruiscono, nel romanzo, un cruciverba con parole emblematiche e paradigmatiche e l’idea è così forte che fornisce il titolo al libro stesso: a schema libero.

Lo schema libero va oltre il libro stesso e chiederebbe altri libri, a partire dal prologo con l’incidente del settembre 70, ricostruito da Fabio Cuzzola (Cinque Anarchici del sud. Città del Sole, 2001). Ogni libro può essere prequel, sequel, spin-off rispetto agli altri. Il romanzo finisce il 24 luglio del 2012. Poi c’è l’epilogo datato 2 anni dopo, ma il romanzo non tratta cosa accade nei due anni: la discesa sino alla rottura storica terribile dello scioglimento del Consiglio comunale, gli anni del commissariamento e i relativi bilanci; e poi le nuove elezioni.

Il romanzo riporta documenti originali, prova a dipanare una matassa che si avvolge in 40 anni: saldature orizzontali e verticali. Orizzontali geografiche con gli accordi tra ndrangheta e cosa nostra, verticali con accordi tra diverse parti sociali: la mutazione della ndrangheta da rurale a urbana, la saldatura con apparati deviati, i neofascisti, la connessione con interi pezzi di società civile. Si spinge a tratteggiare questi accordi, a cosa mirano e quali risultati ottengano.

A schema libero ha bisogno di due lunghe serate di lettura, magari senza cena, con del biscotto di pane condito con un filo di olio un po’ di sale e un pizzico di origano, insomma una modesta distrazione alla lettura, ma con sapori che tengano avvinti; scrocchiare del biscotto unica distrazione.

La lettura può essere orientata dal percorso che indicano gli autori, con connessioni fatte dal lettore con le informazioni di cui dispone, con le supposizioni che ha sviluppato: i brevi capitoli, come articoli di giornale aiutano. Ci può essere un’altra lettura, con un collegamento al web a portata di mano, e allora ogni suggestione degli autori può essere verificata, riconosciuta, approfondita, respinta. Ogni nome può indirizzare a diverse pagine, ogni avvenimento può essere riletto. Lo schema libero può diventare un grande e complicato cruciverba tridimensionale. Ogni capitolo può ampliarsi in una terza dimensione.

Ogni lettore può farsi guidare da un personaggio e al tempo stesso giudicarlo: Margherita, l’enigmista, il neofascista, il professor Dattilo. Oppure può seguire i personaggi apparentemente secondari: l’avvocato Belpasso, la partigiana Delia. O ancora farsi attrarre dai cammei dei moti di Reggio: Zorro, o il capitano Sganga. Un poco di commozione all’ordine di Sganga non guasta.

Un racconto per quest’estate del 2018. Per un racconto diverso di Reggio e della Calabria.

A schema libero, Lou Palanca. Rubbettino, 2017.

*UniRc