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REGGIO. Finalmente fruibile il Parco archeologico di Occhio di Pellaro

REGGIO. Finalmente fruibile il Parco archeologico di Occhio di Pellaro

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Domenica scorsa, in occasione delle Giornate europee del patrimonio del 22 e 23 settembre  2018 è stata effettuata presso il sito archeologico di Occhio di Pellaro la prima apertura straordinaria del Parco, con la contestuale cerimonia di “riconsegna del sito ai cittadini”.

Presenti all’evento la dottoressa Irene Calabrò, Assessore alla Valorizzazione del Patrimonio del Comune di Reggio Calabria insieme all’architetto Daniela Neri dirigente del settore Valorizzazione beni culturali e ai Consiglieri Giovanni Latella e Nancy Iachino, ed i volontari dell’Associazione Protezione Civile Garibaldina di Motta San Giovanni con il Presidente Carmelo Benedetto. La dottoressa Calabrò ha tenuto a precisare che “il Parco archeologico non è un bene del comune bensì un bene comune, quindi di tutti noi e che non si tratta di inaugurazione, ma di riconsegna alla città di un sito di grande valore storico e culturale, già inaugurato nel 2012 e successivamente trascurato, sia dal punto di vista dell’offerta al pubblico che, soprattutto, da quello della manutenzione.

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La storia del parco archeologico è infatti costellata di fermi temporali che ne hanno fortemente rallentato il completamento-Inizia nel 1975 quando durante gli scavi per la costruzione di un edificio civile vennero alla luce due tombe a camera del II-I secolo a.C., unitamente a vari reperti tra cui una moneta bronzea reggina che ne ha permesso la datazione.

Poi solo negli anni 80, precisamente nel 1983-84 furono condotte due campagne di scavo nel sito, che permisero la messa in luce di alcuni ambienti datati III-II secolo a.C., una fornace e altre sepolture di età arcaica, tra cui due urne cinerarie. Gli scavi e gli studi effettuati hanno permesso di accertare che tra l’età arcaica e quella ellenistica l’area ha subito un importante cambio d’uso, da necropoli a sito residenziale e artigianale, come testimonia la presenza di una grande vasca pavimentata collegata alla lavorazione di laterizi, e della fornace.

Dopo il 1984 non si hanno notizie di ulteriori interventi fino al 2012, anno in cui l’Amministrazione comunale inaugura il Parco. Dopo di che l’oblio fino ai giorni d’oggi.

Adesso, a seguito dell’assegnazione della gestione all’Associazione di volontariato della Protezione Civile Garibaldina di Motta San Giovanni, è stato possibile procedere alla sistemazione dell’area, che a breve, seppur con ancora qualche piccolo intervento da eseguire, sarà disponibile per la fruizione da parte dei cittadini con orari di apertura regolari. L’Associazione Protezione Civile Garibaldina di Motta San Giovanni, che ha regolarmente partecipato al bando di assegnazione dei siti archeologici ed ha in gestione anche il sito di Lazzaro con la villa romana risalente al II secolo d.C., ha tutti i requisiti idonei alla gestione del Parco, sia per competenza professionale, che per l’entusiasmo ampiamente manifestato dal Presidente Carmelo Benedetto e dai volontari presenti in questa occasione.

p.s. nella foto allegata: da sinistra, Assessore Irene Calabrò, consigliere Nancy Iachino, architetto Daniela Neri, consigliere Giovanni Latella, volontari Associazione con il presidente Carmelo Benedetto (il quint’ultimo da sinistra a destra).