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8 MARZO. Storie di donne: Rosalind Franklin

8 MARZO. Storie di donne: Rosalind Franklin

Rosalind Franklin

Rosalind stava lavorando nel suo laboratorio quando sentì una fitta al fianco sinistro proprio sotto l'intestino tenue, almeno, così le sembrò.  Non ci fece molto caso perché stava osservando un frammento di carbone cristallizzato che le aveva procurato un suo studente. 

Rosalind si è laureata in Chimica a Cambridge nel 1941, lei, ebrea e donna nell'Europa sconvolta dalla pazzia di Hitler. Ha concluso il dottorato di ricerca nel 1945 e vive e lavora a Parigi, dal 1946.  

Ma ama i cristalli, come tutte le donne, e gira e rigira quel favoloso frammento nero tra le sue dita. Per lui, ha trascurato solo per un po' le amate eliche del DNA, gioielli intarsiati di perline colorate che volteggiano su sé stesse all'infinito.

Roba da donne, il DNA. Watson ci lavora da anni e non riesce a capirne granché. L'unica scoperta significativa che lui e Crick hanno raggiunto, è che Rosalind di certo ne ha carpito il segreto molto più di loro.

Alleati la morte e il fato, che di certo sono di genere maschile, rapiscono per sempre Rosalind, lasciando i suoi appunti e i suoi cristalli sulla sua amata scrivania. Così Watson e Crick, passando di là, videro i suoi quaderni e vinsero il Nobel per la Medicina nel 1962, quattro anni dopo la scomparsa di Rosalind.

E la fecero franca? Si, la fecero franca e la storia si commenta da sola.

Rosalind fu premiata, molti anni dopo, come fanno gli uomini maschi quando vogliono farsi perdonare qualcosa. Ma ormai era già morta, e delle medaglie, nel suo volteggiare eterno tra le perline colorate delle sue amate eliche, non credo gliene freghi più nulla.

A Rosalind Franklin, chimica, biochimica e cristallografa, morta di cancro alle ovaie, nel 1958.