BENI MUSEALI. Cucciniello (polo museale): «Riqualificare? Le risorse ci sono»

BENI MUSEALI. Cucciniello (polo museale): «Riqualificare? Le risorse ci sono»

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«Ritengo che su istruzione, beni culturali e sanità la presenza dello Stato deve essere più incisiva». Così, in un colloquio con Zoomsud, la nuova direttrice del Polo museale della Calabria, Antonella Cucciniello, sulla possibile intesa del governo con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per una maggiore autonomia regionale nella potestà legislativa. Come quella esercitata sulla tutela dei beni culturali. Che secondo l’art. 117 (comma 2, lettera s) della Costituzione italiana oggi è materia di competenza esclusiva del Mibac. «Alcune regioni sul piano della governance possono dare risposte più efficaci rispetto a quanto non faccia lo Stato. Ma la modifica del titolo V, così come è stata concepita, andrebbe rivista», sostiene Cucciniello.

La Regione Lombardia ha chiesto di gestire direttamente tutti i musei demaniali, ad esempio la Pinacoteca di Brera o il Cenacolo Vinciano a Milano. E il Veneto ha anche proposto di trasferire alla Regione personale e funzioni della Soprintendenza. Un tema questo, l’autonomia differenziata, con evidenti ricadute sull’organizzazione del patrimonio culturale nazionale. In termini di finanziamenti basti pensare che i musei statali – anche quelli autonomi e con introiti “monster” – cedono il 20% degli incassi annuali al fondo nazionale musei per redistribuirli in base alle necessità. Insomma le Regioni e le strutture non performanti perderebbero il sostegno economico dei separatisti del nord.

LA DIRETTRICE DEL POLO SULLA CALABRIA
Nel 2018 i musei del Polo della Basilicata hanno ospitato 264 mila visitatori e il Polo museale delle Marche 355 mila, in Calabria invece 273 mila ingressi. Gli introiti nella regione marchigiana sono di quasi 1 milione di euro e in Calabria di circa 150 mila (escludendo il museo autonomo di Reggio Calabria). Come abbiamo rivelato i beni culturali calabresi restituiscono meno delle loro potenzialità ma nel 2016 le notti spese in alloggi turistici della regione sono 8,5 milioni: il punto più alto dal 2012 secondo i dati Eurostat.

 «I musei calabresi generano pochissime risorse. Se dovessero vivere di quello che generano avrebbero già chiuso. Non rendono perché in alcuni casi non si paga il biglietto, come nella Galleria nazionale di Cosenza (6.600 ingressi nel 2018, ndr)» avverte Cucciniello, 55 anni, approdata in Calabria nel gennaio di quest’anno dopo aver diretto Palazzo Reale a Napoli, tra i 30 siti più visitati in Italia nel 2018. Intanto il ministro, Alberto Bonisoli, ha istituito la settimana dei musei dal 5 al 10 marzo dimezzando le domeniche gratis al museo – ora sono 6 – e i direttori dei musei sceglieranno 8 date con ticket free (info su iovadoalmuseo.it). Da 18 a 25 anni biglietto ridotto sempre.

«RIQUALIFICARE? LE RISORSE CI SONO»
Continua Cucciniello: «Gli introiti e i visitatori aumentano del 5% ogni anno: il marketing è importante, penso alla domenica gratuita e adesso alla settimana dei musei. Qui come in Basilicata il trend è stabile ma in Calabria ci sono strutture incantevoli, focalizzate sull’archeologia, alcune collezioni di tutto rispetto inserite in un paesaggio che spesso non trova comparazione con altre realtà. Per il resto sono tutti musei che hanno bisogno di interventi sull’accessibilità e sulla sicurezza. Sono arrivate risorse e il personale, anche se poco, è al lavoro per impiegarle». Una riqualificazione dei percorsi museali e dei pannelli nei siti? «Le risorse ci sono, anche per gli apparati didattici. Nel 2019 dovremmo riuscire a impegnare i fondi. Ma le comunità devono avere cura prima di lamentarsi sulla manutenzione delle aree archeologiche» sostiene ancora la nuova direttrice del Polo museale: «Il vero problema è il vandalismo, pochi giorni fa l’area archeologica di Bova ha subito un furto». Sulla stato dell’arte per la chiusura al pubblico della fortezza di Le Castella, secondo sito più visitato in Calabria, Cucciniello spera «di trovare una soluzione con il ministero, ma non è a portata di mano. È una questione sulla quale c’è la massima attenzione».

BILANCI
E intanto sulla riforma Franceschini «l’attuale esecutivo ha istituito una commissione che sta lavorando ad un assestamento. È tempo di bilanci. Io non sono un detrattore dell’ex ministro. Sicuramente, dalle parole del ministro Bonisoli e del direttore generale Lampis, si evince che i poli museali richiedono una particolare attenzione. Come debba essere direzionata questa attenzione ancora non è chiaro. Poi esiste una cordata legata a nomi illustri dell’archeologia che premono per un’azione simile ad una restaurazione o un Congresso di Vienna…».