LA RECENSIONE. Carneade, il nuovo libro di Antonio Calabrò (Città del Sole)

LA RECENSIONE. Carneade, il nuovo libro di Antonio Calabrò (Città del Sole)

carneade<

<Ammazzo perché mi piace. E anche perché ritengo il genere umano un pericolo: un pericolo per la bellezza del mondo e per l’armonia che lo governa. Uccidere è la mia profenda morale, il mio riempimento culturale, la mia soluzione finale>>. E’ con queste inequivocabili intenzioni che Carneade si presenta al lettore.

 <<Ma chi diavolo era costui?>>: Carneade è l’ultima opera dell’eclettico Antonio Calabrò che, dopo il successo editoriale di Chiudi e vai!, ci stupisce con un romanzo che incalza la vita e ci sollecita a guardarla da una prospettiva insolita. Protagonista ed io narrante, ora killer e ora assassino, Carneade irrompe nell’altrui esistenza come ineluttabile ananke, come segno di un contrappasso che attribuisce alla potenza della morte il compito di definire il valore dell’essere.

Già dal titolo prende corpo la presenza del Manzoni che con passi scelti da I promessi sposi apre i cinque capitoli del racconto e intreccia un originale dialogo fuori campo, questa volta, con l’autore.

Nessuna attinenza con la letteratura del macabro; ogni vittima rappresenta un simbolo archetipico della complessa “bellezza del mondo” che Carneade difende ammantandola di sangue. Nel parossismo figurativo della violenza si cela, in realtà, la sua irrisione; così come l’estremizzazione si spalanca in finzione e metafora, in mirabile espediente per svelare il senso più autentico che la vita assume per l’autore. Carneade è il suo portavoce sottotraccia, un antieroe che incarna il gioco del doppio e della contraddizione stimolando il lettore ad interrogarsi sul valore ambiguo e fluttuante dell’identità; con un piglio dall’umorismo grottesco si delinea tra le righe anche la rivendicazione del principio di libertà, quella dagli schemi borghesi e bigotti che imprigionano le menti e il corpo. Eros vive e si nutre attraverso l’affermazione di Thanatos che disincanta il male e l’oppressione.

E poi c’è la donna, creatura divina da adorare ed unica eccezione del suo ricco carnet di mali e ingiustizie da vendicare.

La struttura narrativa galoppa con un lessico incalzante e privo di orpelli, all'insegna del monito calviniano alla sottrazione; frasi brevi come puntelli che fondono contenuti e forma in sentenze passate in giudicato del pensiero. Anche da qui trae forza Carneade, assassino che ragiona con l’acume di un sociologo e che anela alla ricomposizione dell’armonia come unica via di fuga dall’eterno caos del tempo umano.

Un manifesto poetico ed etico dell’autore, il suo urlo di dolore per un’umanità sopraffatta e dolente.

"Carneade" Città del Sole Edizioni Euro 15. Copertina di Federico Pugliese

*Il libro sarà presentato il 6 aprile alle 18.00 presso il CINETEATRO METROPOLITANO di Reggio Calabria, con il supporto dell’associazione culturale L’AMACA. Ingresso libero. No bambini.