Nik Spatari, 50 anni per il MuSaBa

Nik Spatari, 50 anni per il MuSaBa

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«Come sono questi calabresi… a due passi da qui e non entrano». Hiske Maas non le manda a dire a chi come Giuseppe, un ragazzo di Mammola che vive a Londra ed è in visita al MuSaBa, apprezza il luogo: «Eccezionale. Non ero mai venuto». 

Hiske è la moglie di Nik Spatari, pittore e scultore nato a Mammola e tornato qui in Calabria con Hiske per realizzare il MuSaBa, un parco-laboratorio di 70 mila metri quadri a ridosso della vallata del Torbido (vicino Gioiosa Jonica), dove l’arte contemporanea incrocia il paesaggio rurale: mosaici, bassorilievi e sculture create da Nik convivono con la vegetazione mediterranea e il vicino Aspromonte. «Siamo arrivati nel 1969, eravamo ricchi e qui pieno di rovi» racconta a Zoomsud Hiske. «I mammolesi ci consideravano pazzi. Ancora oggi non abbiamo nessun riconoscimento per il flusso di visitatori prodotto».

E il ritorno è evidente. Il MuSaBa ospita, infatti, 20-25 mila visitatori all’anno. Famiglie, giovani coppie, bambini, colpiti dall’originalità di un progetto privato che, da poco, ha anche ottenuto una menzione speciale dal Mibac al Premio nazionale del paesaggio «per l’innovativa strategia di tutela e valorizzazione del paesaggio attuata, per quasi mezzo secolo, attraverso l’espressione artistica contemporanea, coinvolgendo e sensibilizzando le popolazioni locali e divenendo riferimento culturale a livello internazionale».

A 50 anni dalla nascita di questa idea, divenuta un successo, Hiske e Nik continuano a sorprendere ma chiedono un sostegno dalle istituzioni: «Facciamo tutto noi, prima ci aiutavano i forestali per la pulizia del parco. Ho parlato con l’assessore regionale ai Beni culturali, Maria Francesca Corigliano, e le ho proposto di far venire le scuole qui». Hiske Maas auspica che il loro monito non cada nel vuoto per far conoscere a ogni piccolo calabrese questa dimensione colorata, concreta, differente.