L’ANALISI. Giornalismo addio? Cambiata la dinamica millenaria tra Notizia e Fruitore

L’ANALISI. Giornalismo addio? Cambiata la dinamica millenaria tra Notizia e Fruitore

giorna

Questa mattina appena alzati abbiamo entrambi toccato lo schermo del telefonino. Google aveva preparato per noi tra le 13 e le 17 notizie. Alla fine una freccetta ci chiedeva se volevamo andare oltre. Un tocco e ne sono apparse altre 70 circa. In tutto 86, quindi, con dentro molti servizi anche piuttosto ampi. Le ultime sulla telenovela londinese della brexit. Gli scazzi tra Trump e i cinesi e quelli tra 5 Stelle e Lega per accaparrarsi voti alle europee. Le criticità della sanità e della politica in Calabria. Insomma, tutti argomenti per noi appetibili scelti con tutta evidenza dal nostro rispettivo algoritmo personale costruito sulle informazioni che Google ha accumulato sui sottoscritti rubacchiandole qui e lì, dai nostri smartphone.  

Più o meno 80/90 tra notizie e servizi, con varianti e approfondimenti, vanno oltre la capacità di lettura perfino di qualunque specialista che si occupi di informazione a tempo pieno, specie se ritagliati sui propri interessi personali, professionali e territoriali.

Ma non è questo il problema che (per ora) qui viene posto. E accantoniamo (per ora) anche il tema delle modifiche di scrittura che questo meccanismo impone al giornalista che confeziona i pezzi (problema, però, cruciale che condiziona pesantemente giornalisti e informazione fino a stravolgerla).

La cosa più stupefacente e straordinaria di quanto fin qui raccontato è un'altra che curiosamente non viene colta, o forse viene rimossa e invece racconta e spiega quanto sia epocale lo tsunami di fronte a cui ci troviamo che modifica un fenomeno millenario.

Riflettiamo con calma passando, per comodità, dal plurale alla prima persona. Io giornalista, ma ancor prima che giornalista Fruitore della Notizia, che normalmente do la caccia alla Notizia mi ritrovo invaso, anzi aggredito, dalle notizie. È il cuore della novità. Il rapporto consolidato tra Notizia e Fruitore (Fruitore e non Lettore, che è già una specificazione) viene capovolto cancellando una dialettica antica quanto il mondo, anzi antica quanto la presenza dell'uomo sulla terra.

L'homo sapiens capì prestissimo il potere di cui entrava in possesso il Fruitore della notizia. Venire a conoscenza della Notizia che fregando due bastoncini di legno si poteva ottenere il fuoco, anziché aspettare l'autocombustione o un fulmine che appiccasse le fiamme, significava avere un vantaggio e un potere straordinari che poteva segnare la differenza tra la vita e la morte, tra gli uomini che continuavano a vivere e quelli che non c'è l'avrebbero fatta. Capi degli aggregati umani, capi tribù, capi comunità, Santoni e poi Signori Principi Nobili furono sempre, prima di tutto, Fruitori di notizie.

(Parentesi: la rivoluzione francese e tutti i sommovimenti sociali, che hanno cambiato e stanno continuando a cambiare il volto della terra, e perfino alcuni di quei sommovimenti, sarebbero stati impossibili se non si fosse via via dilatata la platea dei Fruitori. La stessa rivoluzione epocale della Globalizzazione, che si presenta oggi col volto dell'immigrazione, è direttamente figlia di un allargamento del popolo dei Fruitori che oggi, diversamente da ieri, sanno (e perfino vedono) come si vive in altre parti del mondo rispetto al quadratino di terra in cui sono nati e vissuti combattendo malattie, fame).

Ma qual è stato nei millenni il rapporto tra Notizia e Fruitore?

Il Fruitore ha sempre dovuto inseguire e dar la caccia alle Notizie che, indifferenti al proprio valore e al proprio fascino, hanno sempre difeso la propria preziosità con dosi massicce di privacy. Solo molto recentemente i cacciatori di Notizie, in proprio e poi al soldo di ricchissimi magnati, hanno fatto irruzione nella vecchia dialettica tra Notizie e Fruitori, mettendo in piazza tutte le Notizie possibili (perfino quelle false e/o infondate) vendendole al mercato dei Fruitori.

Ma questa irruzione (gli ultimi due secoli e mezzo che hanno segnato la nascita della stampa e del giornalismo moderno) non aveva intaccato la sostanza del meccanismo. Il Fruitore ha continuato a dar la caccia alle notizie ed è sempre stato costretto ad avere un ruolo attivo: andando in piazza a seguire i banditori e poi via via recandosi nelle edicole, incollandosi (ad orario) prima alla radio e poi alla televisione, frugando su internet. In tutte queste operazioni il Fruitore, per restar tale, era costretto ad avere una propria iniziativa.

E’ su questo punto, mai modificatosi dai tempi dei banditori all’uso di internet, che c’è stata la grande rottura: esattamente quella raccontata nelle prime battute di questo "pezzo". Le Notizie, abbandonati timidezze e pudori, non hanno più il ruolo di Prede ma sono diventate cacciatrici, predatrici ingorde: vanno a caccia e si contendono ferocemente i Fruitori che non devono più far nulla per entrarne in possesso.

Parte da qui il nuovo scenario di una nuova e diversa crisi dell’informazione. Prima sono crollati i settimanali. Poi i quotidiani di carta massacrati all'inizio dal rivoluzionamento degli orari del mercato delle Notizie (aperti la sera dalle tv).

Ma era solo l'inizio. Il Fruitore doveva ancora dar la caccia sottomettendosi alla tempistica con cui le Notizie affioravano da carta, radio e televisione.

Per un attimo ci si è illusi che i giornali online, con l’aggiornamento in tempo reale, potessero diventare continuatori e garanti dell’antica dialettica tra Notizie e Fruitori. Ma rapidamente l’illusione è sfumata. Sempre meno Fruitori hanno un ruolo attivo per catturare la Notizia. Ormai i Fruitori si siedono e aspettano. E, per la verità, aspettano sempre meno.

Dipende da una modificazione radicale dell’antica dialettica: le Notizie inseguono i lettori, li braccano, si presentano (in tempo reale) e si ripresentano in continuazione, aggiornano, quasi assediano, il Fruitore che non de ve più frugare ma solo sfiorare lo schermo del telefonino. La pubblicità via via molla i giornali (online compresi) e si ficca (a pagamento) dentro le Notizie trasformate in articoli, reportage, editoriali e commenti. E’ una lotta furiosa che spiega il diffondersi di Notizie sempre più stravaganti, urlate, provocatorie e via scorrendo l’intero elenco delle fake news

E’ un processo che al momento pare irreversibile e che imporrà cambiamenti profondi. Anche zoomsud, nel suo piccolo, ne dovrà tener conto: la corsa alle Notizie in tempo reale non serve a nulla perché sono le Notizie che corrono per conquistare i moderni Fruitori, cioè i lettori. Servono sempre di più approfondimenti, analisi, commenti, valutazioni.

Il dibattito è aperto.