Agi2000 e il successo di "Mi assumo la responsabilità di amarvi”… Perché siamo fragili come il vetro

Agi2000 e il successo di "Mi assumo la responsabilità di amarvi”… Perché siamo fragili come il vetro
amarvi Sono molto contento di questa nostra mostra,  spiega Leonardo, gigante buono, che insieme ai suoi amici, i ragazzi diAgi2000,  hanno esposto le loro opere presso la Biblioteca De Nava. La mostra é stata inaugurata il 3 ottobre con il patrocinio del Comune e dell'Associazione Anassilaos. Sono stati loro i veri protagonisti, seduti in prima fila, nel filmato d'apertura di grande impatto emotivo, anche per la presenza di chi è stata tra i primi a partecipare e da poco non  c'è più. Pronti ad interrompere con impertinente saggezza le autorità, " i miei ragazzi, avete capito che sono anarchici", li giustifica, cercando affettuosamente di frenare un torrente in piena, Sara Bottari, fondatrice di Agi, il cui cognome è spesso simpaticamente storpiato dai suoi ragazzi, con effetti esilaranti.

Ma loro vogliono farsi conoscere, narrare la loro storia, affermare il loro diritto ad esserci e ad amare. Amarsi l'un l'altro, come dice Franco a proposito dell'amico, quando ha perso il papà e gli è stato vicino come  un fratello.

Ad introdurre la mostra egregiamente é Leo, che anche a casa sua ha aperto insieme al nipotino un laboratorio al posto della camera da pranzo, perché "ho chiesto a mia madre di farlo, di utilizzare  quella stanza per dipingere e disegnare, tanto non ci serviva....". Spiega la tecnica delle sfumature con il colore ad olio e l'acquerello.  Ma non basta, ci sono altri progetti, "scriveremo con il laboratorio "Parole e note" , dei racconti".  Non finisce di stupirci rivelando la tecnica Zen che è "un disegno astratto che si può usare con qualsiasi cosa. Un frutto, un animale, un oggetto, come un mappamondo, diventa un mappamondo zen con le tonalità diverse. E il Puntinismo, con cui si possono creare disegni con linee e punti".

L'espressività coinvolgente e' anche quella di Piero, il filosofo del gruppo, che scrive poesie meravigliose, quella alla Mamma, letta da Francesca Mesiano, psicologa del centro e quella dedicata all' innamorata, interpretata magistralmente dal presidente dell'Anassilaos, Stefano Iorfida. Anche il titolo della mostra è opera di Piero:
"Mi assumo la responsabilità di amarvi", squarcia dentro per la profondità con cui ci interpella. Glielo abbiamo chiesto:" Perché Piero, questa frase? Non abbiamo udito chiaramente, perché Piero è capace di parole meravigliose, ma le dice piano piano, come in un soffio. Fortuna che Francesca che lo conosce bene, ha svolto il ruolo di interprete. La risposta è un punteruolo carico di intensità:
"Perché siamo fragili, di vetro!".

Questa fragilità non è soltanto quella di Rosita che suona con perizia, di Francesca che sarebbe davvero sola al mondo se non avesse il suo cagnolino, gli Scout e Agi, della timidissima Sonia, che viene da Londra, di Antonio che comunica con i gesti ed è un ballerino provetto.
Quante storie di vetro si potrebbero narrare, lucenti e fragili. Nelle quali rispecchiarci, quando togliamo le maschere.

"Fragili di vetro", eppure capaci di assumerci la responsabilità di amare l'altro. Oltre il tempo e lo spazio.
Così è nato il cammino di una decina di Scouts, che sotto un albero a Gambarie con il loro assistente spirituale, don Caruso, un giorno di molti anni fa, si chiesero cosa potevano fare per dare un contributo alla società. "Abbiamo scelto un nome, l'abbiamo chiamata Agi2000. Ancora non c'eravamo nel 2000, ma ci siamo arrivate. Sono 29 anni di attività. Sentivamo nostro dovere avere uno scopo, racconta Sara Bottari, qualcosa che servisse al di là degli anni. Dal 91 sono diventati di tanti colori questi anni. Non sempre il sole ha brillato. Spesso ci sono state e ci sono difficoltà economiche". Sono anni, dal commissariamento del Comune, che le istituzioni non sostengono Agi,  sono le famiglie a farlo. Non sempre basta, allora bisogna inventarsi di tutto, rappresentazioni, tombolate. "A volte, - dico a Dina,  mi mancano, 85€...  E quella cifra arriva.... La Provvidenza non ci ha mai lasciato. Così le nostre volontarie. E le famiglie. E i ragazzi.

Quelli che non ci sono più. Quei dieci ragazzi sono ancora con noi.  E i nostri operatori che non lasceranno cadere questa realtà". In questo momento la voce di Sara, si fa più incisiva e forte, un passaggio di testimone che è un tutt'uno con la frase di Piero, perché non si può abdicare alla responsabilità di amare. Anche quando ti manca la speranza, anche quando gli anni passano, anche quando fai i conti con l'età matura e la malattia. Ma il testimone sai che un giorno bisogna passarlo ad altre mani. Quel  "Dopo di noi" non riguarda solo i genitori, riguarda anche chi lo è stato con il cuore per i tanti ragazzi che ha accompagnato.
"Non può finire una realtà così. I ragazzi devono avere la loro seconda casa, la loro seconda famiglia", conclude Sara, "Ogni volta preparo, ma poi non leggo, mostra gli appunti, perché leggo dentro di me e non servono le parole scritte, guardo i nostri ragazzi e mi basta. Perché nessuno può tarpare le loro ali".