LETTERA da MONSUMMANO (PT). Sulla scuola siamo troppo indietro, servono idee nuove

LETTERA da MONSUMMANO (PT). Sulla scuola siamo troppo indietro, servono idee nuove

asilo

Caro Veltri, ho letto con attenzione la tua analisi sulla scuola pubblicata da Zoomsud. Concordo sul fatto che la didattica a distanza risolva problemi tecnici, ma non possa sostituire il rapporto diretto con l'insegnante.
Mi sono occupata a lungo del problema del linguaggio, ovvero dei linguaggi relativi alle varie discipline, ma la riflessione da fare è che ancora la comunicazione via internet è ad uno stadio troppo rozzo e semplificativo. Una grande amica, poetessa pedagogista studiosa dei mezzi di comunicazione di massa, giustamente diceva che il tema dell'oggi e del futuro è la relazione tra la mano dell'uomo a lungo studiata dagli antichi (Democrito) e da Marx e la nuova pentapelle plasmata, che schiaccia un bottone e avvia. Lei è morta da qualche anno e mi mancano moltissimo le sue riflessioni rivoluzionarie. Quando verrai darò a te e a Rita da leggere le riflessioni, raccolte da me in un volume, di alcuni studiosi sulla sua opera.

Tornando al discorso sulla scuola, io rispolvererei immediatamente una proposta di legge, avanzata dai DS, sulla creazione di asili nido in tutto il territorio nazionale a carico dello stato. La fascia d’età 0/3 anni è decisiva x l'attivazione di potenzialità che colmino il divario sociale, x l'integrazione dei bambini immigrati, x il lavoro femminile. La mente a quell'età è una grande spugna, capace di attivare circuiti decisivi. Nel passato, come assessora all'istruzione e alla cultura, ho visto i miracoli dei nidi pistoiesi e del nido di Monsummano.

Maestre eccezionali, luoghi meravigliosi arredati con sapienza. I nidi sono costosissimi e quelli migliori sono attualmente a carico dei comuni con alcuni aiuti da parte delle regioni Anche in Toscana oggi bisogna combattere con gli stessi amministratori di sinistra inclini alla privatizzazione Ma l'esperienza emiliana e pistoiese è troppo importante x cancellarla A Pistoia si era tentata anche la creazione di una facoltà universitaria per la formazione del personale insegnante.

Per il resto mi piacerebbe che tutti studiassero a fondo Gramsci e la sua riflessione sull'importanza della fatica nello studio.

La nostra scuola continua ad insegnare la matematica e la fisica del 700, non sa aprire le menti al concetto di rivoluzione del 900, non premia la ricerca di nuovi paradigmi nell'interpretazione del mondo, non sa comunicare la bellezza, la lettura diretta dei testi letterari e filosofici.

Occorrerebbe rendere obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado lo studio della musica.
Per fare questo ci vogliono insegnanti preparati (molti lo sono, ma sempre meno), capaci di creare entusiasmo e disciplina di pensiero.
Gli spazi scolastici dovrebbero essere ridefiniti, accompagnati da giardini.
Poi ci sarebbe tutto il tema dell'handicap, affrontato fino ad oggi in modo indecente.
In ogni regione le università dovrebbero partorire nuove idee.
Scusa la lunghezza e l'eventuale tedio.