E dalla ciclovia Magna Grecia il Governo cancella Locride, Tirreno e non solo. Infortunio o furbizia?

E dalla ciclovia Magna Grecia il Governo cancella Locride, Tirreno e non solo. Infortunio o furbizia?

locri Epizefiri

L’Ansa ha rilanciato qualche giorno addietro una presentazione predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riguardante Italia Veloce.
https://www.ansa.it/documents/1594117708115_Italia.pdf
Di solito le presentazioni, predisposte dai Ministeri, si fanno per sintetizzare e rendere facilmente comprensibili i fatti che stanno nei decreti o negli altri documenti ufficiali che invece vengono scritti in burocratese.
La lettura della presentazione lascia invece perplessi per vari fatti che invece di essere più comprensibili risultano più ambigui. Quindi aspettiamo i decreti ufficiali per capire i fatti veri quali sono, provando a scoprirli nel necessario burocratese.

Un fatto invece è molto chiaro e colpisce come un pugno nello stomaco. È la slide 13. ”l’Italia intermodale: ciclovie”. Se guardiamo la slide vediamo che la ciclovia Magna Grecia attraversa la Calabria. Fin qui bene. È la ciclovia richiesta, discussa ed ottenuta dalla Calabria, che ne coordina il progetto complessivo.

La questione è che nella carta pubblicata dal Ministero la ciclovia Magna Grecia NON passa da tutto l’alto tirreno calabro, e NON passa da tutto il basso jonio calabro.Ci oè tutto il tratto da Tortora a Lamezia sarebbe fuori gioco e tutto il tratto da Catanzaro Lido a Reggio Calabria sarebbe fuori. Sarebbe anche fuori il tratto che va da Rocca Imperiale a Sibari. Tutti invece sanno che la Calabria ha chiesto, sin dal Piano Regionale dei Trasporti, ed ottenuto, come verificabile da una decina almeno di documenti formali, che la ciclovia della Magna Grecia percorra integralmente tutti i litorali parallelamente alla SS 106 ed alla SS 18, da Rocca Imperiale a Reggio Calabria e da qui sino a Tortora. Il sistema ciclabile della Calabria è così organizzato con le due grandi ciclovie della Magna Grecia e dei Parchi (questa in fase di realizzazione), che si integrano con le urbane e con le trasversali.

Chi vuole può leggere tutti gli atti formali, dal Piano dei Trasporti del 2016, alle delibere di Giunta del 2019 al decreto del 23 dicembre 2019, ed al bando di progettazione del 2 gennaio 2020.
https://portale.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view_bando.cfm?3167
Negli atti c’è tutto.

A questo punto ci sono due ipotesi:
1 la carta allegata al programma Italia Veloce è solo un piccolo infortunio, dovuto alla necessità di produrre la presentazione in pochissimo tempo, e quindi nessuno si è preoccupato di controllare i fatti delle ciclabili, essendo presi dalle questioni ferroviarie e autostradali che pesano finanziariamente ben di più;
2 c’è una volontà del potere romano di tornare indietro e impedire che la Magna Grecia colleghi tutta la  Magna Grecia; come se la Locride fosse un noto territorio celtico e non una delle culle privilegiate della cultura della Magna Grecia.

L’itinerario della Magna Grecia richiama nelle ciclostazioni i nodi principali.
Sull’itinerario Jonico: SIBARI SYBARIS – THURII, PUNTA ALICE KRIMISA, CROTONE KROTON, CAPO COLONNA LACINION, SQUILLACE LIDO SCYLLETIUM, MONASTERACE M.NA KAULON, LOCRI LLOKROI EPIZEFIRI, BOVA MARINA VUA, REGGIO CALABRIA RHEGION
Sull’itinerario Tirrenico: REGGIO CALABRIA RHEGION, SCILLA SCYLLAEUM, ROSARNO MEDMA, VIBO VALENTIA HIPPONIM, NOCERA SCALO TERINA, CETRARO MARINA LAMPETIA, SANTA MARIA DEL CEDRO LAOS, TORTORA BLANDA.

Con la possibilità/necessità di arricchire in sede di progettazione e di realizzazione questo primo gruppo di ciclo stazioni, con gli altri nodi fantastici da connettere e far risplendere, a partire dalla villa romana di Cinquefrondi e dall’abitato protostorico di Broglio, e dagli altri beni che non citiamo perché dovremmo riportare un’enciclopedia Treccani-saltandone ancora qualcuno-, e il Direttore di Zoomsud non lo permette (sia Treccani che saltarne).
È da ritenere che sia vera l’ipotesi 1, cioè un piccolo infortunio.
Se fosse vera l’ipotesi 2 saremmo ad un nuovo gioco dell’oca, come quello dei tempi di percorrenza per itreni veloci.

Per i treni dopo aver ottenuto il freccia argento che in 4 ore e tre quarti va dallo Stretto a Roma, hanno messo un freccia rossa che impiega un’ora in più. Adesso dopo aver ottenuto gli itinerari completi sia sullo Jonio che sul Tirreno ne proporrebbero una metà
Se non ci sarà una precisazione del Ministero, forse una verifica a Roma di quello che sta accadendo qualcuno dovrebbe farla.
*unirc