PIU' LIBRI, PIU' LIBERI. Peripeppite, dedica poetica al padre di Cola

PIU' LIBRI, PIU' LIBERI. Peripeppite, dedica poetica al padre di Cola

peri

PERIPEP(P)ITE

La dedica per Peppe amico di cultura
editore principiante principe
del foro ammaestratore di idòla
non solo di tribù metropolitane
ma del profondo spessore
della diacronica sincronia
della oblunga storia campagnola
esposta ai quattro venti
venti  venti  venti  vivaio
immarcescibile  (di) libertà
grecanico stratificato fluire
in fondo allo stivale galleggiante
nell’orizzonte stremato del mare.

La “macchina”letteraria di Tripodi
è un tripode acceso di profumi
sapori saperi declinazioni di culturedi
olio frutta erbe aromatiche grano
latte vino legna fresca o riarsa
natura sedimentata nel lavoro
e rivissuta puntuale nel ricordo
passato nell’alambicco del racconto:
la fantasmagoria del parlare
innerva la vitalità delle cose
anima ed invera le relazioni
di una società che si riconosce
storica solitaria e solidale
presente nella gioia nel furore
nel lutto e nell’imprecazione
nella pietà dei propri  errori
nell’onestà cristallina del suo fare.

Lo studio il gusto della langue
e della parole la macerazione
introiettata di modelli e stilemi
la straordinaria fermentazione
di processi di prensile adesione
dolce e netta alle cose della lingua
che si rincorre nel periodare
paratattico ficcante arrembante
spasmodica ricerca di perspicuità
e gusto sagace di espressività.

La pervasiva vis narrativa svaria
tra memoria accurata documentazione
storia aneddoto fantastica profusione
secreti senza segreti in registri
di malinconia profondo rispetto
per la natura chiarezza e distinzione
della descrizione che crea e ricrea
il pathos senza pietà dell’invettiva
del paradosso del riso del sarcasmo
l’impietrita pietà del pianto asciutto
la sobillazione critica l’amenità.

Un esercizio non vistoso sostanziale
di piena integrazione culturale
-incorporate sinapsi mentali e sentimentali-
nelle maglie del pensare e del dire.
E questo grande  bagno musicale
nelle sue intermittenze consustanziale
del calabrese affiorante basso continuo
nelle vicende atmosfere persone
proverbi saggezza distanzi azione
profondo rimescolio di codici e vite
sinfonia di radici e rami.

Questo strumento paradisiaco- paradigmatico
che è la lingua intima deflagrazione
fedele precipitato concentrato
di cultura esperienza conoscenza analisi
sintesi di patrimoni di esistenza
rispecchia centrifuga arricchisce
insieme magma esperienziale e
qualità espressiva e comunicativa.

La capacità di vivere,ri-vivere e narrare
con lussureggianti germinazioni
alimenta un saldo disegno narrativo
e un processo di polivalente storicizzazione:
la lingua aderisce alla sostanza narrata
con camaleontica inventiva plasticità
e la rende degnamente colma
di passione funzione e fruizione.

Ma lo scrittore deus ex machina
di fermenti vitali di pensiero e di stile
governa le fughe per la tangente
la spirale generosa dell’affastellamento
la diastole dilatata di concentrazione
la sistole contratta di dispersione
in un cuore ferrato di palpitazioni.

Una sorta di taumaturgia linguistica
traduce rimpolpa dialettizza
-talvolta con la naturalezza fragrante
del calabrese cifrato sottofondo-
fasi storiche persone personaggi
problemi ambienti situazioni
un grande teatro di pupi raffinati
vite vissute ricordate fantasticate
montate con abili mani di regista:
la fantasia proiezione alibi compensazione
saldatura effetto moltiplicatore
in una ricchezza variegata di registri
narrativi e saggistici articolati
nella poliedrica falsariga del racconto
con riprese antropologiche e popolari,st
racci preziosi di Straci.

Il padroneggia mento della lingua
del sudato artifex ricercatore
penetra i meandri della psicologia
squaderna differenziate realtà
setaccia la filigrana delle vite.

E noi lettori stimolati e anche condotti
per mano da titoletti e idioletti
ci avventuriamo con piacere maturo
nel chiaro labirinto delle vicende
volti rivolte volture risvolti
vi ci coinvolgiamo intrigati
o magari prendiamo la giusta distanza
per cogliere visioni d’insieme
la  fedeltà la tenacia la disperazione
la lotta l’amore la forza del dolore
la speranza in un futuro migliore
delle parole delle discriminazioni
la bellezza del capire da soli o insiemele cos
e usuali o straordinarie o strane
della vita della morte della culturala
forza di comprendere e trasformare
il gusto di ridere mangiare ballare
-la fiera eleganza della tarantella-
la capacità di stimolare rispettare
l’altrui  convinzione passione distorsione
quod tibi fieri non vis alteri ne feceris
la consolazione di poter consolare
vedere le piante fiorire e i frutti
maturare dolci e succosi più di ieri.

Duole non poter icasticamente cavalcarebra
ni di significative citazioni
in cui fluttuano le onde del pensiero
e trovano espressione parti di fantasia
rimescolati nei brodi saporosi delle realtà
filtrate da memoria storia o indignazione
“premura per i destini degli altri e del mondo”
acume (in)soddisfazione rivalsa di beltà.

Resta la chance di sgranocchiar parole
pescate con una specie di selettivo furore
dal mare congruo e profondo del…reame.

Transustanziarsi porpateggiante
Mandagliose nipote aurorale
Quiete nirvanica lu chiatàri
Traclò capinta rubetta fetùsa
Sticchio scavugliare lordìa
Prastile sdengare sangulità
Ddulliarsi cazzonerie pomiciatosa
Accammellati
Essetì-erreà-emmeì-elleà-enneòooo!
Bontatoso indedalato
Arravugliato arravogliata
Èrreme buttanasse
Rusotrastena strascinafacendi
Cortassisica
Nescìmmu in deliri.
Sanno anche di Nina
ma come misura del futuro
per un nonno dicioso
che sa tornar bambino
appollaiato
-solo un po’ stanco-sulle s
palle dei giganti,
schierati liberi nelle librerie.
La cultura dei libri ospiti
privilegiati al 64 di viale Cassianoe
l’affettuosa cultura della terra
dispensatrice di virgulti sani
effluvi frutti geometrie di olivi
olii inversamente battesimali
la virtù antica della fatica
dura buona come il pane.

Figghiu,ti auguru mi campi
quantu voli lu to ‘cori o puru
quantu campa lu pani e lu vinu!

Gianni Piu