I GIALLI/3. Mosca e la Russia: Anastasija Kamenskaja, ispettrice di polizia

I GIALLI/3. Mosca e la Russia: Anastasija Kamenskaja, ispettrice di polizia

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"Appena aveva cominciato a lavorare in via Petrovka (sede della polizia di Mosca, ndr) si era accorta di essere l’oggetto di molte invidie. I colleghi si domandavano come mai Gordeev avesse assunto quella ragazzina da commissariato di quartiere e le avesse concesso un ufficio tutto per sé, quando c’erano agenti con vent’anni di esperienza che stavano in tre in una stanza. C’era voluto del tempo prima che si convincessero. Si, non sapeva correre e sparare, non partecipava agli appostamenti e non si consumava le suole nelle perlustrazioni, non andava sul luogo del delitto e non doveva combattere contro i conati di vomito davanti a cadaveri straziati o in via di decomposizione. Però sapeva pensare, analizzare, sintetizzare, aveva immaginazione, autocontrollo e memoria".

È una breve presentazione di Anastasija Pavlovna Kamenskaja (Nastja), trentenne ispettrice della polizia di Mosca. È la protagonista di una serie di romanzi. “Un caso di ricatto” è del 1997, pubblicato in Italia da Piemme nel 1999. Acquistabile a 4 euro nelle bancarelle o su uno dei siti di e-commerce.

Una poliziotta integerrima con un profondo senso di giustizia. È lei ad affermare "… Le sta a cuore la sicurezza dello stato? A me invece non interessa niente di uno stato che se ne infischia delle persone. E a mia volta me ne infischio della sicurezza: sono pronta ad acconsentire che un simile stato non esista più, perché è un ostacolo al benessere della sua popolazione, come un cattivo medico che odia i suoi pazienti che turbano la sua vita tranquilla con le loro stupide malattie".

Uno dei pochi casi di protagonista femminile di gialli, forse il primo. Siamo negli anni ’90, il muro è crollato da poco, il primo romanzo di Alexandra Marinina che ha come protagonista Anastasija Kamenskaja è del 1993.

In Italia abbiamo dovuto aspettare il 2010 per avere un personaggio femminile principale in un giallo: Lolita Lobosco, vice questore a Bari, di Gabriella Genisi. La prima protagonista internazionale è stata Miss Marple, la più celebre detective donna creata dalla regina del giallo Agatha Christie negli anni ’30, ma Miss Marple non è un commissario di polizia, risolve l’enigma per le sue capacità, non è nei ranghi dello stato, non indaga per professione. Bisogna arrivare al 1994 con Kay Scarpetta per avere il primo detective di professione. Kay, dottoressa di Medicina legale di origini italiane, è un personaggio della scrittrice statunitense Patricia Cornwell.

Non si vuole certo qui presentare un saggio sui gialli al femminile, ma è interessante notare come la letteratura russa proponga con assoluta naturalezza già negli anni ’90 protagonisti al femminile. E non da quote rosa, non da obblighi di equilibri da imporre, la presenza femminile è uno sviluppo naturale della società russa, una piena emancipazione della donna.
Una collega di università vent’anni fa, aveva una posizione critica rispetto alla questione delle quote rosa. Quando chiesi di spiegare perché, con semplicità disse che la parità vera si ha quando si hanno gli stessi ruoli e le stesse percentuali, senza alcuna imposizione. Solo così si può parlare di equità di genere. Oggi al Dipartimento DIIES dell’Università di Reggio Calabria, su 12 associati 5 sono donne e su 18 ricercatori 8 sono donne: senza alcuna quota circa il 50% sono donne. Al Consiglio Regionale della Calabria su 30 Consiglieri solo 2 donne. Al Consiglio Comunale di Reggio Calabria, all’atto dell’insediamento, erano presenti 4 donne su 33 Consiglieri.

Le indagini di Anastasija si svolgono nella vita reale di Mosca, e ci presentano uno spaccato della società con tutte le sue contraddizioni, una società che deve fare i conti con la storia, e che prova a trovare nuovi equilibri. Le indagini ci raccontano una società vista dal suo interno, senza i filtri che per opposte ragioni mettono i protagonisti politici del post guerra fredda.

La parità di genere emerge naturale. In un altro romanzo ha un ruolo primario, insieme ad Anastasija, un’altra donna, un giudice istruttore, Tatjana Tomilina. Quello che colpisce è che non c’è nessuna forzatura nel racconto, la presenza femminile pervade tutta la società.
E poi c’è Mosca, con la sua storia con la sua edilizia popolare, con i suoi quartieri periferici, con la sua metropolitana onnipresente che permette il funzionamento della città con i suoi inverni sottozero. 

Tanto è stato detto sull’Unione Sovietica e tanto altro sulla Russia. Tanti saggi che ci descrivono questi territori immensi, che vanno dal Baltico al Pacifico, tanti saggi che ci raccontano degli zar e della rivoluzione di Ottobre, delle purghe degli anni 30 e della vittoria contro il nazifascismo, con il prezzo più alto pagato in vite umane per difendersi dai nazisti: 25 milioni di morti su un totale di 68 milioni di morti della seconda guerra mondiale.

Un romanzo dell’ispettrice della polizia di Mosca può aiutare a capire altro del gigante euroasiatico.

*Università di Reggio Calabria