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L’INTERVENTO. La scomunica, Gratteri e la chiesa calabrese. IDA NUCERA

L’INTERVENTO. La scomunica, Gratteri e la chiesa calabrese. IDA NUCERA

chiesa       di IDA NUCERA* - La Calabria è terra soggetta ad assestamenti tellurici. Ma raramente è stata investita da un sisma paragonabile all’omelia pronunciata da papa Francesco, che davanti a 250 mila persone, ha affermato: "Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, non sono in comunione con Dio. Sono scomunicati…. La 'ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no", ha aggiunto il Pontefice. "Quando all'adorazione del Signore si sostituisce l'adorazione del denaro si apre la strada al peccato, all'interesse personale e alla sopraffazione". "Quando non si adora il Signore - ha proseguito - si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo”.

La visita di Bergoglio in Calabria nasce da tante cose. Ha scelto come segretario generale della Cei, il vescovo del luogo, monsignor Galantino, e la sua prima visita in una diocesi italiana ha assunto il sapore di un’affettuosa riparazione ad una scelta che priva il luogo di un pastore di alto rilievo scelto per un incarico nuovo e importante. Esso rientra nella trasformazione epocale in atto in Vaticano, e, per inciso, non possiamo non chiederci chissà quali altre novità porterà la prossima visita del papa a luglio nell’arcidiocesi di Campobasso.

Ogni sua decisione è ispirata da preghiera e discernimento, e per la Calabria, Francesco ha avuto uno sguardo attento e carico di misericordia, mosso, in particolare, dall’efferato delitto di un bambino di appena 3 anni, ucciso e bruciato alcuni mesi or sono, proprio nei pressi di Cassano, per un regolamento di conti della ‘ndrangheta con la sua famiglia che faceva affari con la droga.

Un’esplosione mediatica ha accompagnato le frasi del papa, forse eccesiva. La stampa locale ha dato risalto ora all’una ora all’altra delle parti in causa in una polemica che vede fronteggiarsi, purtroppo, magistratura e Chiesa. La prima, nella veste del procuratore Gratteri, che più volte ha accusato la Chiesa calabrese di ambiguità e di connivenza con la ‘ndrangheta. Un contenzioso aspro tra il magistrato e ms. Morosini, prima vescovo di Locri, oggi di Reggio. L’operazione “Crimine” ha visto due preti diocesani imputati rispettivamente per falsa testimonianza in favore di un boss e per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ stata criticata la scelta della chiesa di non prendere posizioni nette. Poco tempo dopo, nel suo libro su Chiesa e mafia, il procuratore ha scritto: “Ndrangheta e chiesa camminano per mano, il mafioso vero è quello che si è nutrito per anni della connivenza con la Chiesa”. La replica di Morosini, altrettanto forte, è stata: “Ma non si accorge di quanto fango sta gettando sulla Chiesa? Tanto più sporco perché gettato da un uomo delle istituzioni”.

I calabresi stanno assistendo ad uno spettacolo paradossale, che crea confusione e divisione, disorienta la gente comune che non comprende più da che parte sia la verità della lotta alla ndrangheta. Questo grave danno sociale, che va tutto a favore del nemico, non può essere sottaciuto per conformismo o per timore, ingraziandosi una parte di inimicarsi l’altra. Le parole sono pericolose se accolte acriticamente, ma altrettanto facile coglierne il senso, se lette con attenzione, capite nella loro reale intenzione, separando la sostanza da ciò che nel profondo del cuore le ha portate in gestazione e poi partorite.  

L’essere umano è pieno di contraddizioni. Si può essere in prima linea nella lotta alla criminalità, rischiando la propria vita, parlare ai giovani, scrivere libri importanti, ma vivere un pregiudizio duro a morire: che il male sia tutto da una parte e coltivare il sospetto che dove non ci sia una netta e immediata denuncia di quel male, per ragioni che non sempre sono di complicità, non vi sia possibilità di dialogo.

Che la Chiesa abbia celebrato i suoi riti con i “padrini” e la Madonna portata in processione dai mafiosi, che abbia taciuto o peggio sia stata collusa per troppo tempo è stata ed è la spina nel fianco di tanti cristiani impegnati. In tema di parole che mai si sarebbero dovute dire, ultime in ordine di tempo, quelle di un parroco di Cassano che in un’intervista ha detto: «Ancora Cocò? È una storia chiusa. Abbiamo fatto il funerale. Io non sono un investigatore. Non spetta a me dire chi è stato. E poi è ancora tutto da dimostrare se c’entra la droga o la ‘ndrangheta...». Ma come dimenticare che la Chiesa è anche don Ciotti, padre Zanottelli, padre Ladiana e, molti altri ancora….

Attaccare con toni aspri, senza fare i necessari distinguo, se non in extremis, dopo Bergoglio, è cosa diversa. Come ha pacatamente affermato Bregantini, anche lui accusato dal procuratore di “tardiva” scomunica nei confronti dei criminali, sulle pagine di una rivista calabrese: “Ho vissuto la cosa con molta sofferenza. Penso che Gratteri abbia sorpassato le sue competenze. L’attacco di un magistrato di alto valore, in questo momento in cui la in cui la mafia è insidiosa, a uno dei poli educativi qual è la Chiesa, è una mossa sbagliatissima. E’ un boomerang che si rivolta contro di lui”.

Gli echi delle parole del papa vanno ascoltate nel silenzio, lasciate risuonare. Perché nella profondità del cuore dell’uomo albergano in egual misura luci ed ombre, sia esso credente o ateo. Quando si ergono muri, anche solo in difesa, credendosi custodi di un’ortodossia, sia cattolica che laica, si rischia il fondamentalismo ed il dialogo si interrompe. Saprà l’umana natura riconoscersi umile e ricucire lo strappo? Ce lo auguriamo per una terra abbandonata e tradita, dove però la gente normale ha smesso di tacere e cerca di stare vicino a quei preti che non vivono un sacerdozio da salotto, ma stanno agli incroci della storia, insieme a uomini e donne buona volontà a raccogliere le lacrime degli ultimi e denunciare l’ingiustizia e la sopraffazione.

*Autrice di Sette lampade tra le pietre e le stelle, libro intervista con Ms. Bregantini, Città del sole edizioni