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REGGIO E IL VOTO. Mamma, ma tu per chi voti? NUCERA

REGGIO E IL VOTO. Mamma, ma tu per chi voti? NUCERA

scrvr     di IDA NUCERA -

Alla fine prevale la storia che sei, gli incontri che ti hanno cambiato, le persone che, come solo un figlio sa fare, ti pongono davanti ad uno specchio e ad una risposta nuda, quella e non altre, altrimenti verrebbe smascherata alla prima opacità.

“Mamma, per chi voti?”. Arduo interrogativo, quasi impossibile la risposta. Eppure è proprio grazie al futuro che non c’è ed è insieme urgente, forte e indispensabile alla vita come l’aria che respiriamo, è grazie a quel futuro - figlio che esige uno sguardo diritto e smaschera le ambiguità che si celano in noi adulti, che oggi posso dire di aver votato meglio di quanto non avessi previsto. Unico interlocutore la coscienza. Quella che dopo ti dà dentro una serenità inossidabile. Prima, invece, disgusto, amarezza e rabbia, e troppe volte ritornava il tarlo dell’astensione. Dubbi ancora, tentazione di pragmatismo, e, tra due possibili vincitori, scegliere quello che maggiori possibilità di vittoria. Gettarsi in corsa sul carro dei vincitori? Ci sarebbero stati mille alibi per crederci. Bisogno di cambiare, di sperare cose nuove. Non poteva andare, non potevo dire questo a lei, e neppure a me stessa. Occorreva, inoltre, mettere da parte il timore di non avere risposte e partire almeno da un punto fermo, gli altri sarebbero venuti ad uno ad uno come le ciliegie.

Punto primo: Dopo l’apnea, qualcosa nasceva dentro, come quel “non tanto per chi, ma perché …. votare, lo sai, è un diritto-dovere sancito costituzionalmente, vale ricordarlo, figlia mia, perché è stato calpestato, divenuto oggetto di mercimonio e di prostituzione di ogni tipo”. La prostituzione è anche quella sottile perversione del cuore che porta la gente a sostituire il fine con i mezzi. A muoverci c’è quel piccolo ego che dice al mondo di voler salvare la patria e trova persino il modo per convincersi che ciò che cerca non è il potere.

“Possibilmente non lasciare la scheda priva di segni, non si sa mai…, e cerca di non restare a casa, lasciandoti prendere dallo schifo ammorbante, che rende fantasmi, dimenticando di essere cittadini. Sono sensazioni e opzioni che ci abitano, che ho provato fino ad un attimo prima della tua richiesta, ma di fronte a chi vota, come te, per la prima volta in questa città dolente, proprio non possiamo permettercele.

Secondo: dando per scontato che la tua intelligenza non sceglierà lo schieramento che abbraccia ancora chi mentendo, ha rubato, frodato, gettando nel baratro una città e negando il vostro futuro, non ti dirò chi votare. Dovrai capirlo da sola, come sto cercando di farlo anch’io”.

Terzo: a questo punto, ti chiedo, dopo essermi chiesta: “da chi ti senti rappresentata?”, ed ancora: “C’è qualcuno che ha rispettato le regole e testimonia nella vita scelte a cui tu ti senti vicina, ti ha convinto che penserà al futuro tuo e di tantissimi altri coetanei? Ricordati che se l’hai trovato, anche se non vincerà, non importa. Votalo!”. Tornano alla memoria le affissioni selvagge, il delirio di candidature, accolte a piene mani senza discernimento, significative non tanto del desiderio di partecipazione alla vita democratica e di spirito di servizio per il bene comune, ma di voler vincere a tutti i costi. Sicuramente giovani puliti che ci credono ci sono, e sarebbe offensivo anche se fosse uno solo in buona fede, avere una visione catastrofica e priva di speranza. Un sano realismo, però mi fa pensare al nostro endemico sistema di corruzione, alla mentalità mafiosa. Ed ancora, è proprio vero che il voto di scambio questa volta è proprio finito?

Quarto: The day after, e’ vero, il voto è davvero libero, il 64 % dei reggini ha espresso qualcosa di significativo di cui il vincitore non potrà non tenere conto. Altro, a te figlia e a tutti gli altri ragazzi come te, che tra meno di 9 mesi dovrete decidere se lasciare o restare in questa città ancora molto dolente, non so dirti. Forse lo scopriremo insieme, lo costruiremo insieme, attimo per attimo, seguendo quella scia luminosa che le testimonianze forti della nostra vita ci hanno permesso di restare a schiena diritta. La storia che siamo è intessuta degli incontri che abbiamo dentro, che ci permettono di valutare il presente e costruire il futuro, riconoscendo però le seduzioni degli idoli. Seguendo solo la propria coscienza. Ed è ciò che questa mattina auguriamo al nuovo sindaco. Siamo la memoria di ciò che abbiamo ricevuto, responsabilità e possibilità immense. La relazione padri-figli, figli – padri è dono e pietra d’inciampo, può schiacciare o farti scoprire lo spazio profondo della tua umanità.

E i sogni, i sogni,

I sogni vengono dal mare,

Per tutti quelli

Che han sempre scelto di sbagliare,

Perché, perché vincere significa "accettare"

Se arrivo vuol dire che

A "qualcuno può servire,

E questo, lo dovessi mai fare,

Tu, questo, non me lo perdonare.

E figlia, figlia,

Non voglio che tu sia felice,

Ma sempre "contro",

Finché ti lasciano la voce;

Vorranno

La foto col sorriso deficiente,

Diranno:

"Non ti agitare, che non serve a niente",

E invece tu grida forte,

La vita contro la morte.