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La tradizione calabrese e i presepi di Ninì Sapone

La tradizione calabrese e i presepi di Ninì Sapone

nnspn      Che sia fatto con statue artigianali o con

figuranti reali, la magia del presepe rimane da secoli immutata nella tradizione calabrese. Per molti è diventata una passione allestire le scene della nascita di Gesù, al punto da entrare in competizione nei numerosi concorsi promossi da parrocchie e Pro loco. Per Ninì Sapone, noto artista di Reggio Calabria scomparso diversi anni fa, il presepe era una passione che si mescola con l'arte, la maestria dei meccanismi sofisticati e la bellezza che la sua carica prodigiosa della fede riesce a offrire. Ne ha collezionati così tanti da creare un vero e proprio museo nel 1997 che espone presepi artistici realizzati da maestri valdostani, bergamaschi, siciliani e napoletani oltre che di produzione calabrese e reggina. L' esposizione è arricchita da materiale illustrativo pertinente le tradizioni natalizie, quali immagini sacre, fotografie, bassorilievi e musiche folkloristiche. Da qualche anno i figli hanno donato la collezione al Museo diocesano di Reggio Calabria-Bova e anche quest'anno, fino al 6 gennaio, sarà possibile ammirare i piccoli capolavori con l'apertura al pubblico dell'allestimento nel portico della sede.

Tra i pezzi più importanti della collezione di presepi di Ninì Sapone in mostra al Museo diocesano di Reggio Calabria c'è un'opera di 15 metri quadrati interamente meccanizzata che racconta la vita di Betlemme, il passaggio della Cometa, la nascita del Salvatore seguendo l'alternarsi dei vari momenti del giorno. Ad arricchire la sala ci sono statue di epoche e materiali diversi, italiane o provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, e ancora le creazioni di Alberto Finizio, Luca Crispino, Antonio Piscopo, Luigi Vigorito, Frisa, Marco Epicochi, la scuola Stillitano di Reggio Calabria con i personaggi in cartapesta a grandezza naturale dei primi del '900. I presepi che si possono ammirare provengono da ogni angolo del mondo, Europa, Africa, Asia e Americhe.

Molto diffusi in Calabria sono anche i presepi viventi. Uno dei più longevi e conosciuti è quello di Panettieri, piccolo centro del cosentino dove su 350 abitanti più di un terzo fa il figurante nell'animazione della vita di Betlemme. La rappresentazione quest'anno andrà in scena il 25, 26 e 28 dicembre con replica il primo, 4 e 6 gennaio. Tutto il paese è in mobilitazione, il centro storico rivive grazie alla riapertura delle cantine trasformate in officine degli antichi mestieri e alle scenografie prodotte dall'artista romano Tiziano Fario. Anche l'illuminazione viene mantenuta al naturale con la luce delle torce. La tradizione del presepe vivente di Panettieri è lunga 14 anni e da un paio d'anni rientra tra gli eventi storicizzati finanziati dalla Regione Calabria.

''Nonostante gli acciacchi dell'età -racconta all'Adnkronos il sindaco di Panettieri Salvatore Parrotta- anche i più anziani fanno i figuranti. Anzi, al presepe vivente tengono più loro che i giovani''. L'allestimento della rappresentazione coinvolge proprio tutti, nel piccolo Comune del cosentino. E' un modo per far rivivere il centro storico in un periodo di progressivo spopolamento, fenomeno che può influire anche sulla manifestazione costringendo a scegliere un bambinello ''straniero''. Quest'anno, infatti, non si sono registrate nascite a Panettieri e così il più piccolo attore protagonista dovrà arrivare dai paesi vicini. Ma è una collaborazione ben gradita dagli abitanti. Si conferma, anzi, lo spirito delle feste natalizie con una vitalità che unisce le popolazioni dell'area e rende più magico il Natale. (fonte adnk)