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Calabria d’Autore. Prima serata con la Balzerani, la Polito e Calabrò

Calabria d’Autore. Prima serata con la Balzerani, la Polito e Calabrò

cbp     di STEFANIA VALENTE -

Venerdì 27 marzo ore 18.45 s’è aperta la nuova edizione della rassegna di Calabria d'Autore. Primo ospite: Barbara Balzerani, che porta con sé nel salotto della stazione di Santa Caterina, il suo libro "Lascia che il mare entri".
Con Antonio Calabrò è sul palco Giulia Polito, giornalista e speaker radiofonica.
La Balzerani e Antonio Calabrò, che ha già recensito il suo libro su questo giornale, si accomodano sul divano e condividono con il pubblico di Calabria d'Autore, come al solito numeroso, le emozioni che hanno innescato la scintilla creativa, le sensazioni che la stesura ha generato, i dubbi e le certezze, i personaggi che hanno ispirato la storia.

La prima domanda rivolta alla scrittrice da Antonio Calabrò riguarda proprio l'idea generatrice del romanzo. La Balzerani racconta di essersi trovata a Chianalea di Scilla, per una di quelle casualità che la vita ci porge e delle quali talvolta ci accorgiamo, e di avere assistito alla curiosa usanza di aprire le porte delle case al mare, per farlo entrare e accomodare invece di resistergli, e aspettare che decida volontariamente di andarsene, con l'estro della marea. Il libro nasce da questa visione folgorante.

Condotta da Calabrò, la discussione si sposta dal libro alla vita, alle problematiche ambientali, al nostro ruolo su questa terra, alle speranze che vogliamo chiamare progetti, in generale sulla nostra condizione umana.

Un particolare pensiero, chiesto da Giulia Polito, sulla condizione femminile, porta la nostra ospite, attraverso le protagoniste del libro, ad alcune riflessioni sul ruolo della donna nella società appena industrializzata, e di come l'alienante lavoro di fabbrica abbia però inciso sulla sua emancipazione. E dalla donna, con un giro di pensiero tipicamente calabrese, la discussione cade sulla radice di ogni male, sulla causa prima del nostro disagio e della nostra emarginazione: la 'ndrangheta, il cancro della società calabrese.

La Balzerani, stimolata dalla proiezione di un segmento di film comico sull'argomento, cita con grande rispetto ed attenzione il film "Anime nere", libro di Gioacchino Criaco dal quale nasce la trasposizione cinematografica di Francesco Munzi, e lo giudica, cito testualmente, "come unica opera sull'argomento fuori dagli stereotipi". E noi non possiamo fare altro che concordare quanto sia ormai sia evidente che la 'ndrangheta vive sul disastro economico e sociale della nostra terra, come noi andiamo divulgando da tempo e come "Anime nere" chiaramente denuncia.

La serata volge al termine, su un tema così caro alla comunità di Calabria d'Autore. La nostra ospite incalzata dalle domande dei conduttori sul palco ha risposto copiosamente, e da tanta fertilità di pensiero cogliamo un particolare confortante: la chiave del nostro cammino è aprire le porte alla natura e farla entrare, non opporsi ad essa ostacolandola come un nemico, ma assecondarla. Solo così, essa dolcemente ci ripagherà.

 Questa serata ricca di contenuti giunge alla fine, il pubblico silenzioso fino a questo momento, per rispetto e non per mancanza di entusiasmo, si concede un applauso affettuoso e soddisfatto. Le consuete pennette alla n'duja sono pronte. Le riflessioni conclusive si spostano davanti ad un piatto caldo e a un buon bicchiere di vino.

La primavera culturale reggina si è aperta nel migliore dei modi possibili.
Vi aspettiamo alla prossima.