Direttore: Aldo Varano    

CdA. Torna a Reggio Massimo Laganà per raccontare la sua Milano d’Autore

CdA. Torna a Reggio Massimo Laganà per raccontare la sua Milano d’Autore

 lcc  di DANIELA MAZZEO -

E’ Massimo Laganà giornalista reggino residente a Milano da molti anni l’ospite del salotto di “Calabria d’Autore”. L’ospite, già a L’Europeo, attualmente a Oggi, co-autore del libro “Milano d’Autore”, brillante e molto popolare, come dimostra il “sold-out” nella sede dell’Associazione, viene accolto da un lungo applauso.

Tracciano le linee guida per indirizzare la lunga chiacchierata due Calabrò: lui è Antonio ideatore del format, lei è Tiziana nota blogger (La medaglia del rovescio) due “prime firme” di ZoomSud.

In un clima molto disteso, a tratti familiare, inizia la chiacchierata con il giornalista che si dimostra subito arguto nelle risposte e sottilmente ironico, qualità che lo contraddistingue, ma anche attentissimo osservatore della realtà.

Antonio Calabrò mette in luce questa sua caratteristica leggendo battute e aforismi del giornalista che riportano a temi attuali con un sorriso, ma diventano spunti di riflessione.

Laganà esprime il suo punto di vista sulla politica come pilastro portante su cui la democrazia si poggia, ma che attualmente barcolla per l’assenza di un vero e proprio progetto di cambiamento. Riflette sulla mancanza di opportunità lavorative che continuano a mortificare la nostra terra e che sono state per lui stesso motivo di spostamento.

Ama molto la sua città ma ne riconosce le radici solo negli affetti. Nessuna “regginità” dice anzi forse una parola troppo abusata nel termine e nel significato stesso. Si definisce un nostalgico e lo è quando in modo ricorrente si affida al binomio passato-futuro per raccontare il suo percorso lavorativo, il suo punto di partenza il suo arrivo.

Ed a” Calabria d’Autore” è arrivato anche per parlare del libro “Milano d’Autore” una raccolta di racconti che ha riscontrato un buon successo di vendita e di critica.

La parola passa a Tiziana che nel suo saper leggere tra le righe ne estrapola parole chiave quale appunto il passato, l’amore per la propria terra e il senso di inquietudine che si trasforma in opportunità. Gli pone le domande con la sensibilità che la caratterizza e il giornalista non si risparmia nel rispondere. Il racconto dice, è un ritorno al passato descritto con quel velo sottile di nostalgia senza il quale non riesco a concepire la vita. Gli anni del liceo, dei compagni di scuola, dei rapporti umani che sopravvivono al tempo e alla lontananza perché autentici.

Riporta una citazione di Corrado Alvaro, Tiziana, per chiedere all’autore se esiste un modo di essere del sud. ” Non ho avuto mai il complesso del meridionale al nord”- spiega, e ricorda Massimo Troisi nel film “Ricomincio da tre”, quando ironizzava sulla impossibilità per un “suddista” di essere semplice viaggiatore e non emigrante.

E quando parla di inquietudine gli piace sottolineare che in un certo senso lo ha reso ribelle spingendolo verso la ricerca dell’opportunità che è divenuta poi la sua sede per il futuro.

Futuro, parola troppo spesso utilizzata ma che non trova dimora nei tempi odierni.

Trascorre velocemente il tempo nel salotto di Calabria d’autore.

L’ultima parola spetta al giornalista che saluta il pubblico e lo ringrazia. Ironico anche in chiusura si rivolge agli stessi sperando di non averli annoiati.

Invece avrebbero voluto ascoltarlo ancora!

Calabria d’Autore arricchisce la sua collana di ospiti di valore, e Calabrò fissa un nuovo appuntamento con Laganà per la prossima stagione. Una serata coinvolgente e molto interessante, come qui capita spesso.