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REGGIO. Si accendono le luci sul Castello Aragonese

REGGIO. Si accendono le luci sul Castello Aragonese

Castello Aragonesedi AURELIA ARITO -

È uno dei luoghi simbolo di Reggio Calabria, patrimonio che ne racchiude memoria storica e identità culturale. Restituito alla comunità dopo lunghi lavori di ristrutturazione, il Castello Aragonese è stato riaperto ieri con una cerimonia alla quale hanno partecipato numerose le autorità cittadine. Fuori dall'ingresso la gente si accalca per entrare, tanti i cittadini accorsi per curiosare all'interno della rinnovata struttura e, simbolicamente, riappropriarsene.

«Non una semplice inaugurazione – la definisce il sindaco Giuseppe Falcomatà –, ma il risultato di un lungo lavoro». E aggiunge «il Castello Aragonese rientra nell'immaginario collettivo della comunità, oggi le barriere cedono il passo alla luce». Il riferimento è al nuovo sistema di illuminazione e all'iter, e alle lungaggini, dei lavori di ristrutturazione del bene rovinosamente crollato sul versante nord-ovest nel 1986. Una riapertura quella attuale che non rappresenta un punto conclusivo, ma un ulteriore passo per la nuova vita del Castello. Ne è convinto l'architetto Renato Laganà che ha seguito il progetto dal crollo alla riapertura. «Il Castello – spiega - era un cumulo di rovine. Con Remo Calzona e Pino Arena abbiamo portato avanti il progetto anche con un'idea di ricostruzione». Ricostruzione che ha portato alla creazione di una nuovi ambienti, «realizzati – dichiara – per dare spazio alla cultura». Erano i primi anni 2000 e si riconsegnava la struttura alla città, «si trattava però – evidenzia Laganà – di un restauro statico da completare, da qui l'idea di migliorarne la fruizione con l'introduzione di un ascensore e di un sistema di servizi per la città».

Si arriva così ad oggi, con il nuovo volto del Castello finalmente fruibile dalla cittadinanza. «La città si riappropria di un simbolo – afferma l'assessore comunale alle politiche comunitarie Giuseppe Marino, di un luogo della memoria che va riempito di contenuti». Non nasconde l'emozione l'assessore ai lavori pubblici, Angela Marcianò che definisce «da fiaba» l'atmosfera che si respira in occasione della riapertura della struttura che «sarà una base per ricostruire un percorso culturale per Reggio». L'idea è quella di tracciare una nuova strada per l'antico maniero - sopravvissuto a terremoti e maremoti - che nel prossimo futuro, ma già a partire da ieri, diventerà sede espositiva per mostre ed eventi culturali.

La riapertura del Castello coincide, infatti, con l'inaugurazione della mostra audiovisiva e documentale “Beg armudi. The green gold of Reggio Calabria”, realizzata nell'ambito del programma regionale “Expo e Territori”, dall'assessorato alla cultura del Comune di Reggio in collaborazione con la Soprintendenza archivistica della Calabria e della Campania, dell'Archivio di Stato di Reggio e del Consorzio del bergamotto. «La promozione e valorizzazione del Castello – spiega l'assessore alla cultura, Patrizia Nardi – parte subito con la mostra dedicata ad un altro patrimonio materiale ed immateriale, il bergamotto, per cui è stata avviata la richiesta per il riconoscimento come patrimonio Unesco». La mostra, che resterà visitabile sino al 20 novembre, «sarà ospite – annuncia la Nardi - di un evento a Washington l'1 e 2 dicembre».

Reggio si riappropria della sua storia con orgoglio a partire da un luogo simbolo, con l'invito a svelare le sue bellezze affinché – conclude Falcomatà - «i primi turisti della città siano i cittadini stessi».

Riapertura Castello Aragonese

Riapertura Castello Aragonese

Riapertura Castello Aragonese