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REGGIO. Francesco Cafiso, il grande jazz e la Sicilia al Cilea (le foto)

REGGIO. Francesco Cafiso, il grande jazz e la Sicilia al Cilea (le foto)

Francesco Cafiso - Foto Marco Costantinodi AURELIA ARITO -

Un viaggio musicale travolgente da Vittoria a New Orleans, che ha il profumo di Sicilia, della sua storia e delle sue ricchezze, e di contaminazioni linguistica in ambito jazz, è quello offerto da Francesco Cafiso al teatro “F. Cilea” nella serata inaugurale della settima edizione di “Reggio in Jazz”, la rassegna organizzata dall'associazione culturale “Naima”.

L'enfant prodige del jazz, virtuoso sassofonista e compositore che vanta a soli 26 anni la partecipazione a prestigiosi festival jazz, nonché vincitore di importanti premi, è oggi un musicista maturo, ambasciatore italiano della musica jazz nel mondo, titolo conferitogli nel 2009 da “Umbria Jazz”. Tra i talenti più precoci della storia del jazz, a 9 anni Cafiso suona, tra gli altri, con Bob Mintzer, a 13 il trombettista Wynton Marsalis lo scopre durante il “Pescara Jazz Festival” e lo porta con sé nel suo tour europeo. 

Con il suo stile personale Francesco Cafiso ha incantato il pubblico reggino in un'ora e mezza di musica, tra melodie evocative, suonate intime e ritmi energici. Ad accompagnarlo uno straordinario quintetto composto da Giovanni Amato alla tromba, Humberto Amésquita al trombone, Seby Burgio al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Jonas Burgwinkel alla batteria. Un viaggio musicale nel segno della “Banda”, uno dei tre dischi di Francesco Cafiso, pubblicati contemporaneamente, e che formano il suo ultimo lavoro discografico “3”. Tre dischi che rappresentano le tre anime del musicista siciliano, un progetto ambizioso durato tre anni, 30 brani registrati in studio in Italia, a Londra, New York e Los Angeles con la partecipazione di oltre cento artisti. “La Banda” è una suite composta da «piccoli fotogrammi – racconta l'artista – che vogliono raccontare una storia e dipingere la mia Sicilia». Sullo sfondo l'influenza della tradizione bandistica, radicata in terra siciliana, sulla nascita del linguaggio jazzistico, della sua identità commistione di eterogenee culture. Un omaggio ai tanti musicisti siciliani emigrati negli Stati Uniti e che a New Orleans, patria del jazz, hanno dato il loro contributo alla sua nascita.

Ad anticipare l'ingresso di Cafiso sul palcoscenico del “Cilea” è stato l'incontro tra musica e parole nella lettura del drammaturgo e regista Massimo Barilla di un brano di Sergio Atzeni, tratto da “Racconti con colonna sonora”, sulle note dei Talking Heads.
«Riuscite a cantare?», chiede Cafiso sul finale, ormai è solo sul palcoscenico. E così il pubblico del teatro “Cilea” all'unisono intona il motivo musicale del brano “La banda”, sulle note dello straordinario sax di Cafiso. I musicisti ritornano sul palco, “La banda” via via si compone, la partecipazione è massima. Lunghi applausi salutano gli artisti mentre si spengono le luci di una serata all'insegna del jazz di qualità.

"Reggio in Jazz" - Foto Marco Costantino

Massimo Barilla - Foto Marco Costantino

"La Banda" - Foto Marco Costantino

"La Banda" - Foto di Marco Costantino