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CdA. Viaggiando in Siria con Piero Cutrupi

CdA. Viaggiando in Siria con Piero Cutrupi

cda    di TIZIANA CALABRÒ -

C’è un luogo, a Reggio Calabria, che un tempo era una stazione ferroviaria. Oggi dei treni che passano, non c’è più traccia. Oggi questo luogo sembra galleggiare sopra il mare, tra palazzi, strade e svincoli. Dei mezzi ferrosi che attraversano rumoreggiando i paesi, è rimasto però il senso del viaggio con i suoi panorami incantati e mutevoli, il bisogno di raccontarlo e condividerlo e il desiderio di conoscenza e scoperta. Perché in questo luogo, che è l’ex Stazione ferroviaria di Santa Caterina, oggi c’è un’associazione chiamata “Incontriamoci sempre”.

All’interno dell’associazione si svolge una rassegna, ormai divenuta un punto di riferimento culturale per la città: “Calabria d’Autore”, nata dalla mente iperattiva del ferroviere intellettuale, Antonio Calabrò. E come una Matrioska che riserva continue sorprese a mano amano che si va in profondità, quest’anno la rassegna si è arricchita di un nuovo appuntamento. Un’occasione per la città per viaggiare in luoghi in cui la maggior parte di noi non approderà mai. Questo grazie alla valigia piena di esperienze e conoscenze sul Medioriente di Piero Cutrupi.

Così venerdì 27 novembre, sì è tenuto il primo di una serie di incontri del nostro “Viaggiator Cortese”, accompagnato dalle domande curiose di Antonio Calabrò, che ha portato tra il pubblico presente le suggestioni della Siria. Piero Cutrupi, è arabista per passione. Ha una conoscenza profonda del mondo islamico sia grazie ai compiuti studi accademici, sia attraverso un decennio di viaggi in Medio Oriente, con i quali non soltanto ha raffinato la conoscenza della lingua araba, ma altresì ha avuto la possibilità di immergersi nella vita dell’oriente, percependola attraverso gli occhi del viaggiatore. I viaggiatori solitari hanno tuttavia l’urgenza di raccontare quello che gli occhi hanno visto e i sensi percepito, di condividere le visioni e le emozioni. L’urgenza di svelare i mondi altri incontrati, la gioia delle bellezze ritrovate.

Così venerdì, Piero Cutrupi ci ha portato tra le citta siriane, alcune delle quali oggi devastate dalla guerra. Siamo stati con lui a Palmyra, a Damasco, Aleppo, abbiamo fatto una breve escursione nel vicino Libano, visitandone Beirut, siamo tornati a Quneitra, ci siamo stupiti per le costruzioni di Krak dei Cavalieri. Abbiamo passeggiato per i mercati pieni di prelibatezze, ci è sembrato di ascoltare le preghiere dei Muezzin provenienti dai minareti, abbiamo ammirato le bellezze architettoniche sotto la luce della Siria. Cutrupi ha stimolato la nostra curiosità, grazie alle fotografie da lui fatte durante il viaggio e alla lettura generose dei suoi diari, dove riversava nell’immediatezza, le emozioni del suo vagare e vedere.

“Il reale è sempre più fantastico del fantasioso”, scrive il mitico viaggiatore Bruce Chatwin, forse per questo si viaggia, per scovare quel tanto di fantastico nel reale e così stimolare la nostra fantasia. Ma viaggiare è molto di più, è seguire il nostro istinto primordiale, è ritornare pellegrini, è essere pastori, è liberarsi da una vita sedentaria che abbrutisce e regala vizi e nevrosi e così poter seguire la strada. Perché lo scopo di un viaggiatore non è arrivare. Il vero viaggiatore non ha scopi precisi se non quelli di soddisfare la propria curiosità. La curiosità che hanno i bambini all’ennesima potenza e che poi spesso crescendo mortifichiamo, dimentichiamo, releghiamo nei recessi nascosti della nostra sedentarietà. Dice Mointagne : “il viaggio è un utile esercizio; la mente è stimolata di continuo dall’osservazione di cose nuove e sconosciute”.

Il viaggio è un esercizio reiterato di contemplazione, il viaggio sono le storie che si intrecciano, le domande che ci fa porre o le risposte che riusciamo a trovare. E’ memoria, sogni, è il suono di un linguaggio. E’ un continuo scambio, come dice Calvino, di parole, di desideri di ricordi. E’ un continuo incontrarsi e incontrare. E’ l’atteggiamento del pellegrino, che comincia semplicemente muovendo un piede. I Viaggiatori, partono per partire, per quel bisogno di sentirsi altrove e così in quell’altrove ritrovarsi. Di sentire che la casa è la strada da percorrere a piedi (ancora Chatwin). Ma viaggiare è anche avere occhi nuovi, è stimolare tutti i sensi con odori e sapori che non fanno parte della nostra memoria, ma della memoria di popoli altri e di storie che i nostri padri non hanno vissuto. E così attraverso questo vedere che si rinnova con la geografia dei paesaggi e dei sensi, ancora una volta celebrare la bellezza dell’incontro, mentre il viaggio impercettibilmente diventa cura per le vite “parcheggiate a una scrivania”.

Tutto questo sembra averci voluto dire, Piero Cutrupi.

Saramago scrive: “Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”. Allora, per poter ricominciare, vi ricordo il prossimo appuntamento con l’Egitto - venerdì 11 dicembre ore 18,30, presso l’associazione culturale “Incontriamoci Sempre” - dove il “Il Viaggiator Cortese” ci farà approdare .