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Io che ho usato la libertà di cominciare

Io che ho usato la libertà di cominciare

Stelle Binarie     di VALERIA SICLARI -

 "Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita."

Non so in quanti concorderanno con questa riflessione di Italo Calvino. Sta di fatto che io, il primo libro, mi sono fatta coraggio e l'ho scritto. Quando avevo 29 anni, partendo dalla vicenda di Nicholas Green, il bambino che è stato ferito a morte in Calabria, ma che con il suo gesto ha salvato la vita a sette persone, aprendo la strada della donazione degli organi in Italia.

Mi colpì profondamente, in quella triste occasione, una frase pronunciata dal padre al microfono di un giornalista. "Quel giorno, vedendolo per l’ultima volta sul lettino dell’ospedale, avrei voluto donare anche le sue lentiggini”. E così, quelle lentiggini mi hanno permesso di scrivere un romanzo che già da inedito è riuscito a vincere due Premi Letterari importanti, entrando in punta di piedi nella vita di tante persone. Dentro ci ho messo dentro tutta la magia e la disperazione, in una sola parola, tutta la "Calabria" che avevo.

Un romanzo che parla di "quel mare che di notte è una macchia d'olio senza respiro, solcata da velieri fatiscenti, e di giorno una lastra dello stesso colore dei lapislazzuli, venata da correnti che l'attraversano in lungo e in largo, mitigandone il colore, come se sotto la superficie scorressero ruscelli di latte o spiegassero le loro ali i gabbiani". Di "quell'entroterra impervio, con le sue fiumare e il susseguirsi articolato di burroni, di dirupi e di paesini chiusi in se stessi come draghi assopiti, appollaiati sui contrafforti dell'Aspromonte, e di posti di mare disseminati lungo la costa che profumano di gelsomino e di sale, dove le reti dei pescatori restano imbrigliate in statue di bronzo vecchie di millenni." Ma soprattutto di "quel qualcosa di magico che fluttua nell'aria ogni volta che il vento decide di soffiare. Quel vento che leviga i gelsomini e le ginestre, riportando sull'attenti gli oleandri e le zagare. Quel vento che si mette a danzare in mezzo ai fichi d'India, volteggia sulle macchie verde acido dei finocchi selvatici, sostiene il volo dei falchi, teso, sopra le agavi. Quel vento che, se provi ad allontanarti, ti costringe a ritornare."

Stelle Binarie è il romanzo dei legami, di quei legami ostinati che rendono le persone e i luoghi simili alle stelle binarie, due stelle unite in un unico sistema da una forza a cui non possono sottrarsi. Luoghi come la Calabria, tra i più difficili da abitare perché sono quelli che ti costringono a pensare. Soprattutto a quello che non va e che si dovrebbe cambiare. Luoghi come la Calabria che riescono comunque ad essere fra i più belli. Perchè sono quelli che ti danno la libertà di cominciare. Anche se hai già scritto il primo libro.