Direttore: Aldo Varano    

MA A REGGIO NON C’È SOLO LA MORTE

MA A REGGIO NON C’È SOLO LA MORTE

fango   

Sentire quello che è accaduto ai Riuniti e non restarne sconvolti è impossibile. Ed è difficile non lasciarsi andare agli strepiti di una pancia impazzita. Eppure, chi ci è passato lo sa che in quell’ospedale c’è altro; che oltre alla morte e agli orrori che stanno venendo fuori, c’è la vita. Vita che a tanti e stata migliorata, salvata; e vita che proprio nei reparti sotto accusa è stata aiutata a venire alla luce. E non è che voglia fare il bravo bimbo o dare dimostrazioni di civiltà avanzata.

Lo stato delle cose è sotto gli occhi di tutti, niente da nascondere o edulcorare. E non ho voglia nemmeno di fare i conti su quante poche o tante siano le mele marce, rispetto a quelle sane. Il mondo è così, da noi e altrove; e lo è sempre stato, le epoche d’oro, le glorie del passato sono gli inganni infantili di una nostalgia burlona. E’ falso che il mondo stia peggiorando; è sempre stato un carnaio, con maggioranze intente a scannarsi e individui o piccoli gruppi a fare dei passi verso l’uscita dall’antro primordiale.

Per piccolissima parte mia, tutte le volte che l’orrore è enorme per quello che accade, cerco di inghiottire lo schifo e andare a cercare nel vomito quelli che lottano per portarci fuori dalle caverne. E’ quando è facile lasciarsi andare che occorre resistere. E’ quando l’orrore degli altri è enorme che ci si deve interrogare su se stessi. Le società colpevoli sono quelle che urlano di più, perché sperano di affogare i propri errori nella melma altrui.

I norvegesi non hanno fatto una piega alla sentenza che ordina condizioni più umane per il mostro Anders Breivik. Faranno appello. Ecco, la loro società non si sente colpevole, perché non è nata e vissuta in compromesso col potere. Buona parte della società italiana è stata complice di un sistema corrotto.

La società calabrese si è prostrata ai piedi di malacarne di ogni genere; ora ha bisogno di mostri per attenuare le proprie colpe. Se ai Riuniti tutto è accaduto per come ce lo raccontano, non mi meraviglierei che ci siano altri emuli di chi si dimostrerà che ha sbagliato. Ma senza farvi la retorica del bambino e dell’acqua sporca, bisogna scavare anche nel fango, se c’è, e lanciare una corda a quelli che nonostante gli orrori altrui, le grandi colpe e le piccole furberie dei colleghi, ogni giorno sono andati in ospedale per rendersi utili al prossimo. E lo sappiamo tutti come funziona il sistema da noi, ma sappiamo anche che, spesso, nonostante tutti noi ci sono quelli che cercano di tirarci fuori dalla spelonca e sarebbe giusto non affogarli nel nostro liquame.