REGGIO. Il prof Cantarella e la città della prima metà del ‘900

REGGIO. Il prof Cantarella e la città della prima metà del ‘900
fontana    “Vie e personaggi di Reggio Calabria” è l’evento organizzato dall’associazione culturale “ Il Mio Circolo” che si è tenuto allo “Cheers” noto locale Reggino.

 Il pubblico rimanendo  comodamente seduto si è spostato con l’immaginazione tra le vie e i luoghi della città attraverso la proiezione di un’antica cartina urbana di Reggio Calabria illustrata dalle spiegazioni del professore Giuseppe Cantarella Presidente della commissione toponomastica di Reggio Calabria e cultore della materia in “Storia ed economia del mediterraneo”all’Università Mediterranea.

La passeggiata tra i nomi delle strade di una Reggio prima e dopo il terremoto del 1908 fino ai nostri giorni, ha avuto l’intento di portare a conoscenza alcune curiosità sulle denominazioni già esistenti. Curiosità che trasudano storia e tradizione.

Il professore Cantarella ha accompagnato i presenti in un viaggio virtuale partendo dalla zona sud di Reggio Calabria. La prima curiosità è su Sbarre che fino a 50 anni fa era una zona totalmente agricola. Anche se in quasi tutti i documenti visionati non si ha un vero e proprio riferimento fisico a delle sbarre, molti ritengono che il nome derivi dalla presenza di queste, che delimitavano l’entrata e allo stesso tempo facevano da blocco ai carretti che dovevano pagare il dazio per entrarvi. Il professore però, ricordando l’occupazione degli spagnoli nel ‘500, si è soffermato molto sul termine “barrio” che tradotto sta ad indicare la parte periferica e degradata della città. L’evoluzione di questa zona è avvenuta dopo la seconda guerra mondiale, esattamente tra gli anni ’60 e ’70. Continuando Cantarella ha ricordato il Viale Calabria inaugurato il 7 Ottobre 1984 e Il Ponte di Sant’Anna costruito recentemente come il Viale Europa.

Il viaggio immaginario effettua una fermata anche nella Via PIO XI per spiegare che la denominazione è dovuta alla costruzione negli anni ’30 del seminario intitolato al Pontefice. Ubicata su questa via si trovava una delle prime trattorie della città dove era possibile gustare il pesce stocco e la carne di maiale e recarsi lì era come andare in un posto lontanissimo dal centro.

Il professore ha anche spiegato che si potrebbe stratificare la toponomastica di Reggio per momenti storici e di conseguenza denominare le vie con nomi di personaggi illustri di quel momento. Ad esempio le traverse del Viale Aldo Moro sono state intitolate a personalità politiche e quelle del Viale Galilei a illustri scienziati. Non è mancato il riferimento alla statua di Garibaldi antistante la Stazione Centrale e al “dibattito” a livello nazionale sulla rivisitazione storica della sua figura che coinvolge ampiamente la toponomastica di tutta Italia.

Ad esempio la denominazione della via XXI Agosto riferita proprio al 1860, data in cui Garibaldi entrò a Reggio Calabria. All’alba di quel giorno ci fu una battaglia dietro le mura del Castello Aragonese con le truppe borboniche. La commissione toponomastica ha però utilizzato una vecchia denominazione della via XXI Agosto che è  Via Scala di Giuda. Arriva fino alla fiumara Calopinace dove c’era il lavatoio pubblico. Proprio vicino era situata la villa della famiglia Rognetta, antichi commercianti, e Salvatore Rognetta, fu il primo presidente della Camera di commercio di Reggio. Su questa scala vi era una casa di appuntamenti e inoltre una pubblica ricevitrice era autorizzata dal Comune a prendere i bambini nati fuori dal matrimonio. Aveva una casa a piano terra e il suo compito era quello di portare questi bambini al Comune dando loro un nome e un cognome.  

Continuando a guardare la cartina e rovistando tra le immagini e i ricordi, PIAZZA CARMINE era molto diversa da come è ora. Un tempo era un luogo prospiciente alla porta S Filippo ( porta d’ingresso alla città) ed era il posto dove si recavano i carretti che da Sbarre portavano la frutta fin lì. Adesso con la pavimentazione è tutto cambiato, oltre al fatto che la costruzione della piazza ha tagliato non solo la via XXI Agosto ma anche via Cimino.

Dal pubblico è stato chiesto il perchè della denominazione TRABOCCHETTO. Cantarella ha spiegato che attraverso un accurato studio urbanistico della città sono state rilevate delle mura difensive per cui trabocchetto stava ad indicare “il camminamento di ronde” o il luogo dove c’erano le sentinelle.

Proseguendo con la passeggiata virtuale si è arrivati nella zona nord di Reggio. Il quartiere S. CATERINA con le sue strade che si intersecano ad angolo retto, fu costruito immediatamente dopo il terremoto del 1908. Quando venne costruito questo quartiere, la zona di Sbarre manteneva ancora il suo aspetto di borgata agricola. Invece la zona di PENTIMELE fino al 1947  fu destinata come area industriale. Da qui si spiega il motivo delle strade così larghe. Solo con la modifica al piano regolatore divenne zona turistica. Il professore Cantarella ha spiegato che per recuperare l’antica denominazione di questa zona, insieme alla commissione ha deciso  di intitolare le strade a industriali illustri. Tra i nomi Demetrio Mauro impresario dell’Industria del caffè, Francesco Canale titolare del pastificio, Luisa Spagnoli imprenditrice.

Le curiosità della nostra città sono tantissime anche per quanto riguarda i personaggi. Uno tra i tanti Demetrio Ferrara in arte il poeta Balia. Lui stesso si era definito balia della cultura. Il suocero aveva una casa a Gambarie e lui intratteneva i bambini raccontandogli delle storie. All’inizio ha scritto di sé in qualche documento che teneva a bada questi bambini poi si è autodefinito balia della cultura in quanto cercava di combattere l’ignoranza; è ricordato dai cittadini come una persona affettuosa che ha lasciato un ricordo tenero. Aveva un chiosco di libri usati a piazza S Giorgio sul corso e chi passava lo sentiva parlare in tedesco, lingua che conosceva bene e che pretendeva d’insegnare. Era un uomo di cultura. Ai bambini recitava versi della Divina Commedia. Inoltre scriveva poesie. Si vantava di conoscere a memoria la Divina Commedia (soprattutto l’Inferno e fu accompagnato dal cruccio che Mike  Bongiorno non l’avesse chiamato a “Lascia o raddoppia?” su questa sua conoscenza. La sua principale poesia è “la ballata del parco aspromontano”.

Non è mancato il riferimento al poeta dialettale Nicola Giunta e mentre passava sotto gli occhi di tutti la foto in bianco e nero della fontana di Piazza Indipendenza negli anni ’50, subito il ricordo della poesia di Giunta “A Funtana i Riggiu”.

Un bellissimo esperimento quello della passeggiata virtuale, che ha riportato alla luce curiosità e ricordi interessanti.