Lo studio Chizzoniti sulla opacità del servizio V.U. a Pellaro

Lo studio Chizzoniti sulla opacità del servizio V.U. a Pellaro

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

COMUNICATO STAMPA
Gli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti, difensori del Sig. Stefano Arcudi, imprenditore commerciale operante in Pellaro (gelateria-pasticceria) e destinatario del sequestro di urgenza di una pedana in ferro scatolato, eseguito, il 23/07/2019, con puntualità austro-ungarica dai Vigili Urbani, che doveva servire per l’allestimento di un gazebo estivo, insorgono e denunciano apertamente il modus operandi, decisamente omissivo della P.U. reggina.

Ciò, con espresso riferimento all’intervenuto annullamento da parte del TDL (Genovese Presidente, Bisceglia e Trovato a latere), della convalida del sequestro (disposta dalla Procura della Repubblica), che, infatti, sin dal 06/09/2019, decidendo sull’argomentata contestazione dell’atto cautelativo, ha “annullato il provvedimento impugnato e dispone la restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto”. Delegando contestualmente il PM assegnatario per la fase esecutiva.

L’ordinanza di dissequestro è stata assunta in data 05/06/2019 e ritualmente depositata in Cancelleria il giorno dopo, quindi, tempestivamente trasmessa dalla Segreteria del PM al Comando dei Vigili Urbani, che, a questo punto, intervengono invitando autoritariamente il Sig. Arcudi a recarsi al Comando per atti che lo riguardavano. Convocazione subito dopo smentita da un’altra telefonata che preannunciava correttamente la notifica presso il domicilio del destinatario.

Oggi, 15/09/2019, dopo ben dieci giorni dall’intervenuto deposito dell’ordinanza di dissequestro, la struttura continua a permanere cautelata, poiché nessuno presso il Comando della P.U. reggina ha avvertito la doverosa sensibilità di eseguire quanto disposto e ordinato dalla Magistratura. Gli Avv.ti Chizzoniti comunicheranno al Dott. Fava, S. Procuratore della Repubblica, assegnatario del procedimento, l’incredibile “dimenticanza” dei Vigili Urbani e quant’altro emerso nel contesto della contraddittoria ed opaca istruttoria, nel cui contesto, il Sig. Arcudi, pur avendo pagato quanto richiesto, allo stato, non ha potuto avviare l’attività commerciale presso il gazebo mai nato. Che, fra l’altro, per espressa previsione amministrativa, comunque, dovrà essere smontato in data 30/09/2019, dopo aver operato (si fa per dire…) per 78 giorni, ex ante concessi, quando, invece, amaramente, ne restano soltanto quindici!!