ISTAT. In Italia aumentano i fidanzamenti lunghi

ISTAT. In Italia aumentano i fidanzamenti lunghi

Per gli esperti dell’Istat è soprattutto la protratta permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze. Nel 2018 vivono nella famiglia di origine il 67,5% dei maschi tra 18 e 34 anni (oltre 3 milioni e 700 mila) e il 56,4% delle loro coetanee (oltre 2 milioni e 900 mila). Particolarmente rilevante è l'aumento nel tempo di chi vive nella famiglia di origine, specialmente per le donne: rispetto al 2008 le donne che non hanno ancora lasciato la famiglia di origine sono aumentate di 3 punti percentuali mentre gli uomini di 1,3.

 La prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine è, come è noto, dovuta a molteplici fattori: all'aumento diffuso della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà che incontrano i giovani nell'ingresso nel mondo del lavoro e alla condizione di precarietà del lavoro stesso, alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni. L'effetto di questi fattori si amplifica nei periodi di congiuntura economica sfavorevole, spingendo i giovani a ritardare ulteriormente, rispetto alle generazioni precedenti, le tappe dei percorsi verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia.

 Analizzando i tassi di primo-nuzialità, dopo i bassi livelli del 2014, si osserva un andamento altalenante anche come conseguenza delle modificazioni legislative introdotte riguardanti il divorzio. Mettendo a confronto la media annua dei tassi di primo-nuzialità nel periodo 2015-2018 col tasso osservato nel 2014, a dispetto di un lieve aumento dell'indicatore osservato per il complesso della popolazione in età  tra 16 e 49 anni (circa il 3% in più per uomini e donne), emerge un sostanziale arresto dei primi matrimoni dei giovani fino a 34 anni. Si osserva, invece, un aumento del 10,3 e 17,3%, rispettivamente per uomini e donne, dei matrimoni tra i 35 e 49 anni, effetto della posticipazione dell'evento verso età sempre più mature.  Come si è detto il 2014 rappresenta l'ultimo anno in cui il trend di calo dei matrimoni si osserva in maniera continua e regolare; la media calcolata sul periodo 2015-2018 permette di attenuare gli effetti congiunturali ed esaminare meglio l'effettiva evoluzione della primo-nuzialità per età. Il confronto con il 2008 dà conto della diminuzione della propensione a sposarsi nelle età più giovani e del parziale recupero nelle età successive. In particolare tra il 2014 e il periodo 2015-2018 si riduce notevolmente la quota dei primi matrimoni di sposi tra 16 e 34 anni sul totale dei primi matrimoni celebrati fino a 49 anni: il peso del tasso cumulato di primo-nuzialità dei giovani sul tasso di primo-nuzialità totale è passato dal 67,9% al 65,5% per gli sposi e dall'80,8% al 78,2% per le spose. Il rinvio delle prime nozze verso età più mature è dunque sempre più accentuato. Attualmente gli uomini che si sposano per la prima volta tra i 16 e i 49 anni hanno in media 33,7 anni, le donne 31,5 (rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto al 2008).