PARAVATI. Per Natuzza e la sua chiesa il cemento della 'ndrangheta

PARAVATI. Per Natuzza e la sua chiesa il cemento della 'ndrangheta
Il cemento della cosca Mancuso della 'ndrangheta per costruire a Paravati "Villa
della gioia", complesso religioso ed assistenziale voluto da Natuzza Evolo, la
mistica morta nel 2009. E' quanto emerge dall'inchiesta Black Money, condotta
dalla Dda di Catanzaro. Secondo quanto scrive il Quotidiano della Calabria padre Michele Cordiano, direttore della
Fondazione "Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime" e confessore di
Natuzza, ammise rispondendo alle domande della Guardia di Finanza in una
deposizione fatta nel 2003 e recentemente desecretata, di aver scelto di
"assecondare il suggerimento" di un boss della 'ndrangheta, Pantaleone Mancuso,
e concedergli un appalto con lo scopo di assicurare una "tutela ambientale",
questa l'espressione usata dal sacerdote, per la realizzazione dell'opera. Dalle
dichiarazioni del sacerdote, comunque, non e' scaturito alcun capo d'imputazione
ne' nei confronti di padre Cordiano, ne' nei confronti di esponenti della cosca
Mancuso. Padre Giordano rese le dichiarazioni dopo che la Regione Calabria diede il via libera ai cantieri di ampliamento
della struttura assicurando un finanziamento erogato in base al progressivo
avanzamento dei lavori. Si svolse, pertanto, una regolare gara d'appalto a cui
parteciparono cinque imprese. Ad aggiudicarsi l'appalto fu l'impresa Mirarchi
Antonio e fratelli di Davoli (Catanzaro). La gara fu aggiudicata per un importo
di 780mila euro ed i lavori iniziarono ad agosto. "Nel mese di giugno - disse il
sacerdote - ho ricevuto la visita di Pantaleone Mancuso (boss dell'omonima
cosca, ndr) per suggerirmi, qualora ci fosse stata necessita' di calcestruzzo,
il nominativo di tale Naso Francesco di Limbadi da lui indicato come 'Ciccio
Naso'. Io non avevo mai sentito parlare di tale persona, anche perche' io per i
lavori precedenti di poca entita' mi ero rivolto ad altri fornitori".
"Effettivamente la ditta Mirarchi Antonio e fratelli una volta vinto l'appalto,
su mia indicazione - affermo' ancora il sacerdote - si e' rivolta alla ditta
indicata da Pantaleone Mancuso la quale ha fornito tutto il calcestruzzo
impiegato nella costruzione dell'opera. Dopo questo primo incontro con Mancuso
non ho ricevuto piu' sue visite. Nella scelta di assecondare il suggerimento di
Pantaleone Mancuso ho inteso anche garantire quella che io consideravo una
'tutela ambientale' al fine del raggiungimento dello scopo finale nella
realizzazione dell'opera. Pertanto appariva superfluo un confronto con altre
proposte di fornitura di calcestruzzo".