RC. Giovedì incontro dedicato all'opera di Bernardino Pinturicchio

RC. Giovedì incontro dedicato all'opera di Bernardino Pinturicchio
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Artista molto apprezzato dai committenti e dai pontefici della seconda metà del XV secolo ma caduto molto presto nel dimenticatoio grazie anche all’aspro giudizio del Vasari (“ebbe nondimeno molto maggior nome che le sue opere non meritarono”) la figura e l’opera di Bernardino Pinturicchio sarà ricordata, in occasione del 5° centenario della morte (1513) nel corso di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che si terrà giovedì 19 dicembre alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso. A parlare dell’artista sarà la Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri mentre Stefano Iorfida traccerà brevemente le vicende dei pontefici che ebbero rapporti con il Pinturicchio. Amato dai pontefici Sisto IV, per il quale lavorerà insieme ad altri grandi artisti nella Cappella Sistina, e Innocenzo VIII, dal cardinale Francesco Piccolomini, poi per brevissimo tempo Papa Pio III (1503), che gli commissionerà, per la biblioteca del duomo di Siena, il ciclo di affreschi sulla vita dello zio, Pio II, ma soprattutto prediletto da Alessandro VI, Rodrigo Borgia, il Pinturicchio è stato negli ultimi decenni rivalutato dagli studiosi che hanno sottolineato come egli sia stato in qualche misura un anticipatore non solo e soltanto per l’uso di molti collaboratori nella realizzazione dei grandi affreschi (Vasari “Tuttavia egli fu persona che ne’ lavori grandi ebbe molta pratica, e che tenne di continovo molti lavoranti nelle sue opere”), che gli consentiva, con grande soddisfazione dei committenti, di terminare in poco tempo i lavori - una pratica questa che sarà poi ampiamente utilizzata da Raffaello (ma non da Michelangelo) - ma soprattutto perché gli affreschi realizzati negli appartamenti Borgia in Vaticano corrispondevano ad un progetto ideologico-politico-religioso del committente, Alessandro VI, che costituirà un precedente di cui terrà conto Giulio II che non volendo più abitare gli appartamenti dell’odiato predecessore, affiderà a Raffaello l’esecuzione delle Stanze che ubbidiranno ad un preciso programma politico e religioso voluto dal pontefice poi, in parte, modificato, dal successore Leone X. Nel corso della conversazione Iorfida parlerà anche brevemente dell’ultimo “mistero” che riguarda il Pintoricchio, quel frammento di affresco che rappresenta il Bambin Gesù, le cui mani sono sfiorate da una figura che non si vede, donde il nome di “Bambino delle mani”, che molti studiosi hanno attribuito al maestro perugino sulla scorta di una testimonianza del Vasari: “In detto palazzo ritrasse, sopra la porta d’una camera, la signora Giulia Farnese nel volto d’una Nostra Donna; e nel medesimo quadro la testa di esso papa Alessandro che l’adora”. L’incontro consentirà anche una rivisitazione della figura di Papa Alessandro VI lontana dagli stereotipi letterari e soprattutto televisivi.