Sono state le rivelazioni di uno dei killer di Vincenzo Femia, arrestato lo scorso luglio, ad aiutare la squadra Mobile di Roma nelle indagini che hanno portato oggi all'arresto degli altri tre componenti del commando che a gennaio dello scorso anno uccisero a colpi di pistola il boss della cellula 'ndranghetista di San Luca nella periferia di Roma. L'uomo, Gianni Cretarola, ha deciso di collaborare con la giustizia subito dopo il suo arresto, a luglio scorso. E' stato lui ad indicare i nomi degli altri killer ed i luoghi in cui erano state nascoste le pistole usate per l'omicidio di Femia.
"Finalmente possiamo mettere la parola fine su questo caso - afferma il capo della Mobile di Roma, Renato Cortese -. Abbiamo ricostruito interamente la dinamica, la modalità ed il movente dell'omicidio. Sullo sfondo c'è il controllo del traffico di droga nella Capitale". Gli arrestati sono Antonio e Francesco Piazzata e Massimiliano Sestito. I primi due sono finiti in manette a San Luca, paesino del Reggino, mentre Sestino era già in carcere a Viterbo.