Riceviamo e pubblichiamo:
Nell'ambito della XXI Edizione del Film Festival "Sguardi Altrove" si presenterà Il documentario "MATRIARCHE" realizzato dalla compagnia della documentarista milanese Floriana Chailly. Il cortometraggio è stato creato attraverso la compartecipazione diretta della Leonida Edizioni attraverso lo sfruttamento – da un punto di vista teatrale e cinematografico -- dell’opera Poetesse greche dal catalogo al testo (Leonida Edizioni 2009) firmata dalla scrittrice milanese di scuola zanettiana Giulia Felisari --. Il documentario sarà proiettato a ciclo continuo attraverso un monitor collocato nella sezione greca della mostra ospitata dalla Triennale e sarà perciò visibile al pubblico per tutta la durata della rassegna (dal 28 febbraio al 23 marzo 2014). “La poesia greca femminile si configura come un fenomeno letterario di nicchia, prodotto dalle donne esclusivamente per altre donne: è l’espressione di un mondo “altro”, tenuto ai margini della storia, ma in grado di manifestare con forza paure, speranze e desideri universalmente veri nel sentire femminile. Saffo di Mitilene ha reso nota al Mediterraneo la realtà appartata e sommersa dei tiasi, dove le fanciulle vengono preparate a diventare donne, spose e madri e vengono formati i criteri dell'essere femminile. Nosside di Locri si presenta come erede di questa secolare tradizione poetica attraverso la sua attività letteraria in Magna Grecia, dove pregnanti costumi matriarcali conferivano già alle donne un rilievo. Ancora oggi possiamo sentire attraverso le parole di alcune “matriarche” come la donna resti in quelle terre testimone della storia, delle tradizioni e della cultura al femminile: Rosetta Furfari Sorgonà lotta a Reggio Calabria per mantenere aperto un museo della tradizione serica; Tina Macrì ha creato, a Gerace, Cangiari, un’associazione che realizza abiti di alta moda coi telai antichi e opera nel sociale dando lavoro ai giovani; Susanna Campiti, unica donna vasaia a Gerace, ripropone la tradizionale lavorazione al tornio di manufatti in argilla realizzando iconografie e oggetti che risalgono alla Magna Grecia. L’Omero della Locride, la cantastorie Francesca Prestia, percorre l’Italia e ricorda col suo canto che la terra è donna e che solo la forza delle donne può darci il coraggio necessario per credere nel futuro”