Il centrodestra di Catanzaro non poteva essere migliore di quello di Cosenza e Reggio Calabria:lo abbiamo sempre saputo ed oggi siamo costretti, nostro malgrado, a registrare la “cronaca annunciata” di un declino che era nei tratti distintivi della sua biografia.
Narcisismo politico, delirio di onnipotenza,intreccio perverso con il sottobosco degli affari,scambio politico come pratica costante,arroganza del potere ed autoreferenzialità pura infarcita di trasversalismo dal quale non è stato immune neppure il centrosinistra, soffocamento delle istituzioni e scomparsa di qualsiasi connotato di senso civico,torbidi intrecci tra gli apparati burocratici ed il governo cittadino rappresentano le punte drammatiche di una crisi che è esplosa proprio quando il centrodestra di Catanzaro riteneva di essere “eterno” e permanente:il suo “modello” è abortito ancora prima di dispiegare le sue devastanti pratiche e le tracce della contraddizioni le avevamo rinvenute già dalla torbidissima vicenda della “scheda ballerina”:ora siamo alla devastante connotazione che delinea il declino e le macerie, politiche ed istituzionali, sono sotto gli occhi, anche dei più distratti, e rendono irrespirabile il clima politico con una nettissima assenza di qualsiasi orizzonte per un il Capoluogo di Regione che affoga nell’oscurantismo e nella decadenza più buia.
Chi come noi si è battuto,con generosità e coerenza profonda, per la “primavera di Catanzaro” con uno sforzo immane,solo apparentemente senza esito, oggi può avere pieno titolo nel riprendere un progetto non completamente dispiegatosi per le sue potenzialità con la candidatura, per alcuni versi eroica,di Salvatore Scalzo e che non era stata compresa neppure da tutto il centrosinistra,da sempre stanco e rassegnato,e che,al contrario, doveva, ed ancor più oggi, deve comprendere che esiste uno spazio ancora inesplorato dove rilanciare, ed è questo il tempo, una coraggiosa alternativa,a viso scoperto,con coraggio e determinazione, nel segno della piena e netta discontinuità che rompa ogni connivenza pelosa e trasversale e riapra una “partita” che può e deve ancora essere giocata:ne vale la pena non soltanto per i cittadini di Catanzaro ma per l’intera Calabria che non intende rassegnarsi ed essere piegata da un destino che può e deve cambiare. Oggi,nonostante tutto, possiamo ancora farcela.
Catanzaro,17 marzo 2014
AZIONE DEMOCRATICA nel PD della provincia di CATANZARO
CZ. Azione Democratica: dopo la "scheda ballerina" il crollo del "modello Catanzaro"
Riceviamo e pubblichiamo: