Stiamo seguendo con crescente preoccupazione le vicende della centrale Enel del Mercure.
Anche oggi tutte le agenzie battono la notizia della ricorsa al rialzo degli spaventosi tassi di disoccupazione, subito ripresa da tutte le edizioni dei telegiornali.
E mentre il Presidente del Consiglio, quasi tutte le forze politiche, le OO.SS, adoperano le parole più dure per commentare le cifre della disoccupazione - che nel Meridione d’Italia tocca punte del 65%,- ci tocca leggere che l’on Latronico ha preso degli impegni con i sindaci di Rotonda e Viggianello affinchè “”… il progetto di realizzazione e di esercizio della centrale biomasse del Mercure sia valutato per il suo effettivo impatto sul territorio e sulle potenzialità di sviluppo del Parco nazionale del Pollino” .
A quanto pare, l’on. Latronico si è preso davvero sul serio, tanto che in una lettera - sembra diffusa dal medesimo- spiega al Ministro dell’Ambiente che “ I comuni lucani di Viggianello, Rotonda e il Comitato del territorio del “Parco del Pollino” sono contrari alla riattivazione del sito e chiedono l'istituzione presso il Ministero dell’Ambiente di un tavolo tecnico per accertare se la centrale è stata totalmente bonificata per la riconversione, la verifica delle tecnologie applicate ai fini della salvaguardia del territorio e della tutela delle attività economiche locali, legate al turismo e al settore agro-alimentare”.
E’ ovvio che l’on. Latronico in qualità di parlamentare della Repubblica Italiana abbia tutti i diritti, anzi il dovere, di attivarsi per conoscere le vicende che riguardano il territorio – più o meno distante- di cui rappresenta gli interessi.
Però, ci permetta l’on. Latronico, qualche domanda : è vero o non è vero, che il progetto di riattivazione della centrale Enel del Mercure ha avuto i pareri favorevoli di tutti gli enti preposti alla tutela della salute, di tutti gli enti preposti alla sicurezza, di tutte le Istituzioni Pubbliche- Nazionali e Territoriali - competenti ciascuna per proprie numerose i attribuzioni, ivi compri molteplici pareri positivi dell’Ente Parco?
E’ vero o non vero, che nel corso dei lavori per la riconversione della centrale, tutte le attività dirette a smantellare il vecchio impianto, sono avvenute secondo i disposti di legge, sotto il controllo delle autorità preposte, le quali hanno rilasciato certificazione di rito?
E’ vero o non è vero che tutte le ispezioni eseguite in centrale da tute le autorità – sanitarie, di polizia ecc. ecc.- hanno avuto esito positivo per l’impianto?
E’ o non è vero che le analoghe interrogazioni dei colleghi dell’on. Latronico, si sono risolte in un nulla di fatto, compresa quella rivolta alla Commissione Europea dall’attuale sindaco di Napoli, De Magistris.?
Ma allora di quali ulteriori controlli parla l’on. Latronico?
Noi non siamo particolarmente versati alla politica e alle sue strategie, ma ci viene da chiederci: ma la interrogazione dell’on. Latronico sottintende che chi ha eseguito i controlli fino a questo momento non abbia fatto il proprio dovere?
Lo dica l’on. Latronico, e se ne assuma le responsabilità!!!!
Diversamente finiamo con parlare delle favole raccontante dai due sindaci, quelli di Rotonda e Viggianello, che da anni sono super impegnati a promuovere il turismo e l’occupazione nella Valle del Mercure con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Sono risultati talmente esaltanti che rischiano di essere compromessi dall’esercizio della centrale del Mercure .
Ma quando la centrale Enel del Mercure era ferma i risultati dei tassi di disoccupazione quali sono stati? il 40% , il 50% e adesso il 60% e oltre di disoccupazione? .
Bel risultato on. Latronico , e sa a chi dovrebbe chiedere conto? A quelle stesse persone che non aprono bocca sulla concessione dello sfruttamento delle acque del Mercure da loro vaticinata, alle stesse persone che da anni sversano liquami nelle acque del Mercure.
Si on. Latronico , questi signori sono stati talmente “distratti” dall’inquinamento della centrale da non essersi accorti che le fognature di loro competenza , erano - e sono- talmente sfasciate che anziché scaricare nel depuratore consortile , scaricavano nelle acque che sono patrimonio di tutti.
On. Latronico, ma lei in quale conto tiene a l’opinione della quasi totalità dei cittadini che risiedono nel perimetro del Parco, che sui temi dello sviluppo del LORO territorio si sono pronunciati in modo chiaro a tutti salvo che ( a lei, e) ai due sindaci di Rotonda e Viggianello?
Lei potrà richiedere ulteriori, dispendiosi e inutili controlli sull’impianto del Mercure, ma lo sa che nel frattempo le 130 persone che prima della fermata della centrale tutte le mattine varcavano i cancelli della centrale per andare a guadagnarsi lo stipendio che serviva per mantenere la propria famiglia, sono a casa?
Lo sa che gli oltre 1200 lavoratori boschivi, sia calabresi che lucani, che lavoravano per la sola fornitura della biomassa, sono a spasso?
Che quei piccoli imprenditori boschivi della valle del Mercure che si erano si sono riuniti in consorzio, facendo sforzi economici non trascurabili per espandere le loro imprese, sono soffocati dai debiti? E la stessa cosa vale per decine di aziende Lucane?
Lo sa che i rilievi ambientali eseguiti da ARPAB , su richiesta dei comuni di Rotonda e Viggianello, hanno certificato che l’ambiente ha una rumorosità notturna e diurna molto al disotto della norma di legge, che la qualità dell’aria è eccellente. Che i dati ambientali rilevati dal sistema di controllo (senza pari per un impianto del genere) della centrale del Mercure, attestano che le emissioni della centrale solo assolutamente irrilevanti per l’ ambiente?
On. Latronico se lei non ha obiettivi diversi dalla tutela dell’ambiente e dello sviluppo dell’economia della valle venga a vedere con i propri occhi, si renderà che le hanno raccontato delle bugie molto interessate.
Diversamente se continuerà a credere a ipotesi complottarde - tutti insieme appassionatamente a discriminare (sich) i due maestri dell’inquinamento ambientale - tra 40 anni ci ritroveremo qui a parlare di sviluppo del turismo, dell’agricoltura di tassi di disoccupazione scandalosi.
Niente di tutto questo e niente di più falso, che oltretutto sarebbe illecito.
Per convincersi di ciò, con un minimo di impegno, la smentita si può trovare, ex multis, nella decisione del TAR LAZIO n. 4275 del 29 aprile 2013.
Il Dlgs 387/2003 e le Linee guida per gli impianti a fonti rinnovabili vietano di condizionare il rilascio dell'autorizzazione unica a misure di compensazione ambientale in favore della Regione o della Provincia delegata al rilascio del titolo.
Così ha deciso il Tar Lazio, sentenza 29 aprile 2013, n. 4275 richiamando sopratutto la corposa giurisprudenza costituzionale in materia. L'articolo 1 comma 5 legge n. 239/2004 afferma il diritto di Regioni ed Enti locali di stipulare accordi con i soggetti proponenti che individuino misure di compensazione e riequilibrio ambientale, ma solo se esigenze connesse agli indirizzi strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale, cosa non accaduta nel caso di specie.
Diventa decisivo allora l'articolo 12, comma 6, Dlgs 387/2003 fatto salvo dalla legge 239/2004, secondo il quale il rilascio dell'autorizzazione unica di un impianto a fonti rinnovabili non può essere subordinato a misure di compensazione ambientale in favore di Regioni o Province delegate al rilascio del titolo (nel caso di specie: l'allargamento della strada provinciale, la realizzazione di una pista ciclabile lungo la medesima strada e l'aggiunta di una serie di piazzole di scambio). Possibili invece compensazioni di miglioramento ambientale — non di carattere meramente monetario — a favore dei Comuni, come definite dal Dm 10 settembre 2010, allegato 2.
Secondo un’interpretazione in linea con la decisione giudiziale , la sola finalità delle c.d. compensazioni previste nel documento sottoscritto al Mise il 14 gennaio 2014 e approvato a stragrande maggioranza dei voti dalla Comunità del Parco del Pollino , non può che essere quella di dar corso a interventi che creano valore sociale, capaci di generare ricadute positive sulla collettività, mirati a migliorare il valore territoriale in senso qualitativo.
Una finalità consacrata nella nostra costituzione ( art. 41), che trova accoglimento in particolare nell’art. 1 del documento (MISE) laddove si riconosce “…Enel svolge la sua attività imprenditoriale nella consapevolezza della responsabilità sociale che ne deriva nei confronti delle comunità locali in cui opera….” e poi negli articoli seguenti.
Questo si legge nel documento sottoscritto al MISE . Questo e soltanto questo.
Nessun accanimento in senso contrario, nessuna volontà di strumentalizzazione o di distorsione delle parole potrà mai cambiare la realtà dei fatti.
Nessuna “compensazione” a riparazione a danni alla salute e all’ambiente, che, per altro, non avrebbero prezzo .