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RC. Marcianò (NCD): “Rivedere le tariffe del canone idrico, si rischia di esasperare i reggini”

RC. Marcianò (NCD): “Rivedere le tariffe del canone idrico, si rischia di esasperare i reggini”
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“A Reggio Calabria probabilmente qualcuno non riesce a capire quale sia la condizione economica delle famiglie e di chi cerca di fare imprenditoria: l’aumento del canone idrico di questi giorni, purtroppo, ne è l’ennesima dimostrazione”. Lo afferma il capogruppo del Nuovo Centro Destra alla provincia di Reggio Calabria Michele Marcianò. “Dai Commissari che guidano il Comune – continua Marcianò – ci aspettiamo risposte in grado di migliorare la vivibilità ma, purtroppo, al momento è sotto gli occhi di tutti che la situazione diventa sempre peggiore. Nel periodo di gestione commissariale abbiamo visto notevoli passi indietro della nostra città e, nonostante tante scelte non ci convincessero, ci siamo sempre dichiarati disponibili a dialogare e portare avanti le istanze dei reggini. Oggi non possiamo fare silenzio di fronte a queste assurde tariffe che riguardano le bollette dell’acqua che, come è noto, a Reggio è un bene ancora più prezioso rispetto ad altre realtà, soprattutto nei mesi estivi quando si registrano notevoli disagi in tantissime zone. Mi risulta difficile immaginare che i commissari e i dirigenti che hanno definito le tariffe, non abbiano tenuto conto del fatto che molte famiglie non riescono normalmente ad arrivare a fine mese, che ci sono disoccupati i quali saranno costretti inevitabilmente a diventare evasori e che molte realtà imprenditoriali, continuando a vedersi recapitare bollette senza ricevere servizi adeguati, saranno costrette a chiudere. E’ possibile che tali decisioni non si possano rivedere? Davvero Reggio Calabria deve patire tutto ciò? Ultima riflessione: dov’è finito quello ‘Stato’ che, a detta dell’ex Ministro Cancellieri, non avrebbe abbandonato la nostra città? Noi non possiamo accettare tale situazione e chiediamo che vengano individuate al più presto soluzioni alternative, perché questo provvedimento – conclude Marcianò – potrebbe rivelarsi non soltanto improduttivo, ma rischia anche di esasperare ulteriormente i reggini, che sono davvero stanchi delle condizioni in cui versa la città”.