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CZ. Corso Mazzini chiuso, Guerriero chiede le dimissioni del sindaco Abramo

CZ. Corso Mazzini chiuso, Guerriero chiede le dimissioni del sindaco Abramo
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Quanto è accaduto ieri pomeriggio su Corso Mazzini è l’ennesima prova dell’inadeguatezza di questa Giunta tecnica a guidare una città che ambisce per storia e per ruolo ad essere nei fatti, prima che sulla carta, un Capoluogo di Regione. Si chiude il traffico nel centro storico in piena estate, quando la maggior parte dei catanzaresi è già con i piedi nell’acqua al mare, senza pubblicizzare il provvedimento, tanto che le auto restano parcheggiate nelle strisce blu da piazza Rossi a piazza Santa Caterina, perché la segnaletica verticale con la prescrizione della rimozione forzata è rimasta nel deposito dei vigili urbani. Si mettono in difficoltà i commercianti, ignari dell’ordinanza come il resto della popolazione, il primo giorno dei saldi. Una decisione frutto dell’improvvisazione, di una programmazione “umorale”, che troppo spesso segue le esigenze e le istanze degli amici, più che delle categorie che a fatica con le proprie attività cercano di rivitalizzare l’economia di una città che langue. E questo succedeva mentre nel quartiere marinaro, nell’area Teti si consumava un altro episodio del teatro dell’assurdo, un copione recitato dall’amministrazione comunale dal giorno del suo insediamento: la Fiera d’Amare apre i battenti con un giorno di ritardo, bloccata dalle proteste degli ambulanti che chiedono il rispetto di un regolamento che quella fiera non prevede. E la Giunta si pone il problema delle autorizzazioni il giorno prima del taglio del nastro. C’è chi non ne sapeva niente, insomma.
A partire dal sindaco Abramo, chiamato a dirigere una squadra di assessori per caso, messi insieme per coprire le defaillance morali ed etiche di parte dell’Esecutivo politico che l’aveva affiancato al momento della sua elezione. Con la macchina amministrativa e burocratica Abramo proprio non riesce a comunicare: nessuno gli dice niente dell’organizzazione di una manifestazione sportiva che attira decine di associazioni e centinaia di atleti che invadono pacificamente e colorano il centro storico, e quindi la “Stranotturna”, secondo lui si svolge senza autorizzazioni. Che gli organizzatori hanno in mano. Un film già visto, con lo Slalom città di Catanzaro. Il sindaco di Catanzaro va avanti ad amministrare senza bussola, o “in deroga”: concedendo autorizzazioni laddove non esiste regolamentazione. Al povero Abramo nessuno dice mai niente. Ma qualcuno l’ha avvisato che è stato eletto sindaco della città di Catanzaro? O, confuso dai continui stop and go determinati dai ricorsi al Tar, dalla sospensione dell’esito del voto del 2012, dalle elezioni suppletive del gennaio 2013, pensa di essere ancora in campagna elettorale e aspetta il prossimo confronto in televisione? In effetti, che Abramo sia il sindaco della città non abbiamo prova tangibile. E non solo perché continua a delegare a pochi fidatissimi consiglieri comunali la responsabilità di un ruolo che non appartiene loro e finisce solo per ubriacarli di boria. Un delirio di onnipotenza che trasforma l’installazione di una ringhiera in un risultato da comunicare alla Merkel, e autorizza all’insulto libero se qualche componente dell’opposizione si permette di notare che nel quartiere del turismo non è bello vedere cumuli di detriti sulla spiaggia dove dovrebbero starci gli ombrelloni. Ma questa è un’altra storia. Le linee programmatiche declamate al suo insediamento sono rimaste sulla carta a segnare i confini delle buone intenzioni cadute nell’oblio. E già ci convincevano poco. Non vediamo risultati tangibili capaci di imprimere una forza propulsiva al cambiamento se non nell’interesse e nelle tasche di pochi. La “pubblicità progresso” di interventi che rappresentano il minimo sindacale di una gestione ordinaria non basta più a coprire le magagne di un’amministrazione allo sbando, mediocre e in difficoltà, prima di tutto politica. Sarebbe anche facile chiedere le dimissioni dell’assessore alle Attività produttive, Daniela Carrozza, che tra i nuovi delegati si è dimostrata tra le meno adeguate ad assumere questo ruolo. E’, invece, opportuno che a dimettersi sia proprio il sindaco Abramo che ha perso lo smalto politico, amministrativo e anche umano che l’aveva contraddistinto nelle precedenti consiliature. E questo continua a non dirglielo nessuno.

Roberto Guerriero
Capogruppo comunale Psi
Catanzaro