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NDR. Don Pino De Masi (Libera): Non dobbiamo più tollerare casi come Oppido

NDR. Don Pino De Masi (Libera): Non dobbiamo più tollerare casi come Oppido

"Non leggerei questo 'inchino' della processione davanti alla casa del boss come una ritorsione dopo le parole del Papa a Sibari, ma piuttosto come una brutta abitudine che, nel modo piu' assoluto, non dobbiamo piu' tollerare". Cosi', don Pino De Masi, referente dell'associazione Libera per la Piana di Gioia Tauro, in Calabria, commenta alla Radio Vaticana la vicenda di Oppido Mamertina, dove una processione con la statua della Madonna si e' fermata davanti alla casa di un boss mafioso, per omaggiarlo. "Ci troviamo di fronte a episodi non nuovi nella storia della Chiesa e in particolare di quella calabrese. Le mafie, la 'ndrangheta, utilizzano qualsiasi mezzo pur di ottenere il consenso e la popolazione, purtroppo, spesso da' il consenso a questi criminali", sottolinea. "Credo che proprio per questo - continua il sacerdote - la scomunica che il Papa ha pronunciato contro i mafiosi a Sibari, il 21 giugno scorso, sia oggi importante non solo per loro ma anche per la Chiesa. Non era solo un avvertimento rivolto ai mafiosi, per ricordargli che sono fuori dalla Chiesa se non si convertono. Ma anche un invito alla Chiesa stessa ad accelerare il passo, a fare di piu' contro il male, per prevenirlo". "I vescovi calabresi - ricorda don De Masi - si sono gia' pronunciati tante volte contro questi gesti. Di fatto pero', nei nostri ambienti ancora manca una prassi pastorale condivisa. Quindi e' importante che tutte le chiese di Calabria lavorino per scelte condivise che impediscano queste situazioni.