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Wanda Ferro (Presidente Upi Calabria) su riordino Province

Wanda Ferro (Presidente Upi Calabria) su riordino Province
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Di seguito una dichiarazione della presidente dell’UPI della Calabria, Wanda Ferro, riguardo allo stato della riforma delle Province:
“Come temevamo, e avevamo più volte annunciato restando inascoltati, la frettolosa riforma delle Province voluta dal governo si è risolta in un grande caos istituzionale. Secondo la legge di riordino entrata in vigore lo scorso 8 aprile, l’esecutivo avrebbe già dovuto definire competenze e funzioni degli enti intermedi, così come i criteri per stabilire le relative risorse umane e finanziarie, attraverso i decreti attuativi che ancora non sono stati emanati. Al momento, è stato abolito soltanto il diritto delle comunità locali di scegliere direttamente i propri rappresentanti, e quindi ad indirizzare attraverso la rappresentanza democratica le scelte di governo in settori - quelli che resteranno - di importanza vitale per i territori. Tanto che lo stesso ministro degli affari regionali ha chiesto ai vertici della amministrazioni di assicurare l’erogazione dei servizi ai cittadini, in particolare quelli da cui dipende la sicurezza della popolazione, ad esempio la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico che soprattutto nella nostra regione riveste importanza prioritaria. Il governo chiede la massima collaborazione, ma non dice con quali risorse le Amministrazioni provinciali dovrebbero garantire i servizi, soprattutto alla luce dei pesantissimi tagli ai trasferimenti perpetrati dal governo tecnico di Monti in poi, che ne hanno frenato di fatto l’operatività. Entro la fine di settembre le Province in scadenza dovrebbero andare al voto, ma in base a quali programmi i sindaci e i consiglieri comunali del territorio dovrebbero individuare i loro rappresentanti senza sapere neppure cosa dovranno fare gli enti riformati, e con quali risorse? E quale destino sarà riservato ai dipendenti che oggi vivono nella più completa incertezza? Mentre restano soltanto sulla carta i tagli di spesa ai ministeri, né si interviene sulla miriade di enti di sottogoverno e società partecipate che divorano una quantità di denaro pubblico, si è preferito calare la scure in maniera del tutto irrazionale su enti, le Province, che negli anni hanno dimostrato la capacità di erogare servizi indispensabili ai cittadini, con amministrazioni efficienti e attente al corretto utilizzo del denaro pubblico”.