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Sanità, Guccione: nomine e decreti illegittimi

Sanità, Guccione: nomine e decreti illegittimi
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E' in atto, da parte degli ambienti politici del centrodestra, un tentativo di assalto alla diligenza regionale messo in atto per continuare a gestire quel poco che resta dell'Amministrazione a fini clientelari e a scopi esclusivamente elettoralistici.
E' palese il tentativo di Scopelliti e dei suoi sodali di utilizzare le postazioni di potere che occupano ormai abusivamente per posizionarsi strategicamente in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Non si può leggere in altro modo la pervicace volontà della giunta di centrodestra che continua a riunirsi, programmare, pianificare come se nulla fosse accaduto, come se Scopelliti fosse ancora al suo posto e non fosse invece sospeso dalla carica per effetto della legge Severino.
A questo punto è necessario chiedersi quali e quante potranno essere le conseguenze negative causate da atti sottoscritti in modo palesemente illegittimo. L'ex governatore ha infatti continuato a esercitare le sue precedenti funzioni come se nulla fosse, continuando a firmare decreti (gli ultimi sono i dpgr n. 58 - n.59 - n.60) in qualità di commissario ad acta per il Piano di rientro il 26 giugno 2014, quindi in un periodo ampiamente successivo alle sue dimissioni
Gli atti sono stati subito annullati in autotutela dal ministro della Salute, Lorenzin, che ne ha decretato la palese illegittimità. Ma nonostante le dimissioni e la revoca dei provvedimenti da parte del governo, ancora oggi i decreti di Scopelliti fanno bella mostra sul sito della Regione Calabria.
E c'è di più: le palesi illegittimità consumate dalla giunta di centrodestra non si limitano al solo comparto della sanità ma riguardano anche altri settori delicatissimi della macchina amministrativa come gli incarichi e le nomine dei nuovi dirigenti. In data 5 maggio, 19 maggio, 11 giugno, 24 giugno e 3 luglio sono stati emessi cinque nuovi avvisi di selezione per il conferimento di incarichi dirigenziali che impegnano l’Amministrazione regionale per i prossimi tre anni, nonostante il consiglio regionale sia ufficialmente sciolto dal 3 giugno, giorno in cui ha preso atto delle dimissioni di Scopelliti.
Può una giunta che opera in queste condizioni e che dovrà portare alle elezioni regionali di novembre, contrarre obbligazioni che impegnano le prossime amministrazioni regionali?
Davanti a procedure evidentemente illegittime c'è da chiedersi chi dovrebbe vigilare sulla corretta applicazione delle normative regionali e perché fin ora questo non è stato fatto.
In attesa di chiarimenti in merito non possiamo che prendere atto della mancanza di senso delle istituzioni da parte di un governo regionale che continua ad esercitare le sue funzioni abusivamente e che travalica le proprie competenze nella speranza, evidentemente vana, che l'occupazione di posti di potere possa far passare in secondo piano le tante emergenze lasciate aperte da una amministrazione fallimentare.
La Calabria è consapevole del momento difficile che attraversa ed è chiamata a mettere responsabilmente in mani più sicure ed affidabili il suo presente ed il suo futuro.