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RC. Tabularasa: ruoli e responsabilità nel nostro paese nell'analisi di Ambrosoli e Badolati

RC. Tabularasa: ruoli e responsabilità nel nostro paese nell'analisi di Ambrosoli e Badolati
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“In questo periodo di crisi economica bisogna cogliere al volo le opportunità offerte dal territorio guardando, soprattutto qui in Calabria, alle risorse turistiche, naturali e culturali”.
Queste le parole con cui Umberto Ambrosoli, politico, avvocato e scrittore da sempre in prima linea nella lotta per la legalità, dal palco della Torre Nervi di Reggio Calabria ha aperto il nono appuntamento del contest Tabularasa, dal titolo “Responsabilità oggi”, condotto dagli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
“Fino ad oggi – ha continuato Ambrosoli – il territorio calabrese è stato sempre caratterizzato da un approccio culturale negativo nei confronti dello sviluppo turistico che, invece, potrebbe rappresentare il volàno dell’intero sistema economico. Occorrono impegno e volontà di mettersi in gioco, soprattutto da parte degli operatori privati che non possono più pensare di coltivare il proprio orticello ma devono “fare sistema” con altri operatori, anche per sopperire alla cronica assenza delle istituzioni”.
Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore, impegnato nello studio dei fatti legati alla criminalità organizzata, ha preso come spunto l’attualità per spiegare l’arretratezza economica e sociale del territorio calabrese. “Episodi come quello di Oppido Mamertina, dimostrano che qui dopo l’Unità d’Italia lo Stato è stato sempre visto come un nemico da combattere. Possiamo proporre qualsiasi modello di sviluppo – continua il giornalista – ma se non estirpiamo questa subcultura, consistente nell’ossequio e nella sottomissione ai boss mafiosi, non riusciremo mai ad ottenere nulla di concreto”.
La discussione si è poi estesa all’intero Paese, con l’obiettivo di scattare un’istantanea sullo scenario politico, economico e sociale.
“Negli ultimi quarant’anni anni – afferma Ambrosoli - l’Italia è decisamente peggiorata, soprattutto sotto il profilo normativo, rendendo quasi impossibile lo svolgimento della vita economica e sociale. Per questo motivo oggi lo Stato non è più riconosciuto come la massima autorità presente e si fa ricorso ad altri centri di potere e alla corruzione”.
“I cittadini – continua il politico milanese – non sono esenti da colpe perché negli ultimi anni la scelta dei propri rappresentanti nelle istituzioni si è fondata solo sulla distinzione fra chi ha responsabilità penali e chi non le ha”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Badolati, secondo il quale “i cittadini hanno continuato a eleggere politici corrotti in cambio di favori personali e hanno delegato alla magistratura il compito di estrometterli dalla vita pubblica”.
“Inoltre – continua il giornalista - da Tangentopoli in poi si è sempre visto l’imprenditore che corrompe il politico o il funzionario pubblico come un martire. E’ un falso colossale che ha permesso a questi soggetti di riproporsi nuovamente e con le stesse modalità, come dimostrano le vicende Mose ed Expo”.
Sia Ambrosoli che Badolati sono giunti alla conclusione che è improcrastinabile, da parte della politica nel suo complesso, il compimento di scelte impopolari e coraggiose di medio e lungo termine, anche a costo di sacrificare gli interessi personali di singoli soggetti o categorie.
Il dibattito è stato preceduto dall’appuntamento con “Tabularasa Kids”, che ha visto come protagonista la scrittrice reggina, Ketty Adornato, la quale ha piacevolmente interagito con i bambini presenti nel racconto della fiaba “Il pesciolino pilucchino”.
In chiusura di serata, spazio a “Tabularasa Alone” con il concerto di Fabrizio Canale, giovane reggino, che ha proposto al pubblico la sua musica fatta di rock, soul e blues, accompagnato dalla sua immancabile compagna di viaggio, una valigia di cartone, che all’occorrenza si trasforma in strumento di percussione.