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Dieni (M5S): gli impianti inquinanti abusivi di Campo Calabro devono essere demoliti

Dieni (M5S): gli impianti inquinanti abusivi di Campo Calabro devono essere demoliti
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"Gli impianti abusivi che, nell'Area Industriale Asi di Campo Calabro, continuano oggi, a poche centinaia di metri dall'abitato, a produrre conglomerato bitumoso devono essere demoliti." Non usa mezzi termini la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni nel chiedere un intervento rapido delle istituzioni per lo smantellamento dello stabilimento scoperto nel 2012 nel comune calabrese.
"È giunto il momento di dire basta alle connivenze tra politica locale calabrese con l'irregolarità, se non proprio con l'illegalità. Ed il caso di Campo Calabro è purtroppo emblematico. L'8 marzo 2012 è stata segnalata dalla locale Consulta Comunale Giovanile l’esistenza di un manufatto nell’Area Industriale ASI di Villa San Giovanni-Campo Calabro destinato alla produzione di conglomerato bituminoso e realizzato a poche centinaia di metri dall’abitato, nelle immediate vicinanze di due impianti sportivi. È da allora che, con ogni mezzo, i cittadini chiedono la sua demolizione. La presenza di queste strutture ed il perdurare della situazione di illegalità sono stati rilevati dalle autorità competenti del Comune che, a seguito dell’accertamento dell’abuso edilizio, con ordinanza del 27.05.2013, hanno recapitato ai legali rappresentanti dell’azienda proprietaria l’ingiunzione a demolire i suddetti stabilimenti. Come se non bastasse l'enorme ritardo, oggi, dopo una sentenza del TAR che conferma l'ordinanza, quegli impianti sono ancora nello stesso luogo."
Continua la deputata Calabrese: "i cittadini del Comune di Campo Calabro hanno fatto ricorso ad ogni strumento a loro disposizione. In più di 500 hanno presentato una petizione, hanno fatto pressioni sulla Giunta e sul Sindaco, attraverso i mezzi che l'ordinamento concede loro per vedere rispettata la legge e tutelata la salute dei loro figli. Ad oggi ancora non ci sono risposte. Io sono con loro per dire che la legalità non si è fermata fuori da Campo Calabro. Per questo motivo, con i pochi strumenti a disposizione di un deputato io ho ripreso e depositato (con la sottoscrizione di altri miei colleghi) l'interrogazione che loro hanno posto nel loro comune per rivolgere le loro stesse domande al Ministro dell'Interno e al Presidente del Consiglio. E, se il mugnaio della storia di Brecht si chiedeva se ci fosse un giudice a Berlino che lo difendesse dai soprusi subiti dall'imperatore, ho deciso che anch'io porrò la stessa domanda. Mi auguro che, se a Campo Calabro non c'è un'autorità che faccia valere la legge per i cittadini, essa possa essere trovata almeno a Roma."