Direttore: Aldo Varano    

LAZZARO (RC). Crea su esalazioni odorigene pompe sollevamento

LAZZARO (RC). Crea su esalazioni odorigene pompe sollevamento
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Si richiede per l’ennesima volta alle spettabili Istituzioni in indirizzo di voler intervenire presso l’impianto di depurazione dell’Oliveto, con particolare riferimento sulle stazioni di pompaggio delle acque reflue situate nei torrenti Oliveto e San Vincenzo di Lazzaro, per identificare le sorgenti di odori che appestano la zona, rendono l’aria irrespirabile e determinano un senso di soffocamento ai passanti e alle vicine abitazioni. Il tipo di odore di fogna facilmente riconoscibile si avverte nell’aria per periodi e condizioni meteoclimatiche variabili, l’intensità di tali emissioni odorose diffuse si raggiunge, come già detto nelle precedenti segnalazioni, nei momenti in cui giungono i liquami nelle stazioni di pompaggio delle acque reflue.
Al problema odorigeno non è mai stata riservata la giusta attenzione da parte degli Organi di controllo, al riguardo si rammenta che le emissioni di sostanze inquinanti e nocive per le persone e per  l’ambiente devono essere evitate per legge. E’ necessario fare degli studi di monitoraggio, volti ad identificare le sorgenti di odore connesse alle varie fasi di processo di depurazione.
Non si esclude che al depuratore potrebbero giungere sostanze, tra cui metalli pesanti, che l’impianto non sarebbe in grado di abbattere il carico inquinante perché non costruito per ricevere tali sostanze che ne potrebbero pregiudicare il corretto funzionamento oltre ad arrecare notevoli danni all’impianto stesso.
Va sottolineato che il Comune di Motta San Giovanni non avrebbe organizzato la raccolta e lo smaltimento dell’olio usato, che ricordiamo ha un forte impatto sull’ambiente se non smaltito correttamente, lo stesso viene immesso nel sistema fognario e raggiunge il depuratore e oltre al pericolo dell’inquinamento del mare l’enorme quantità di residuo oleoso potrebbe pregiudicare il corretto funzionamento dell’impianto. Non va dimenticato che già in passato giungevano al vecchio depuratore dell’Oliveto scarichi anomali che spesso mandavano in tilt il depuratore, come annotato negli appositi registri dall’operatore pro tempore,.
E’ necessario, a mio avviso, come anzidetto fare studi di monitoraggio, eseguire analisi specifiche per verificare le sostanze che giungono all’impianto e la caratterizzazione chimica degli effluenti odorigeni, che come si sa l’odore è la forma più antica di inquinamento dell'aria.
Oggi, dopo quarant’anni ci troviamo con un impianto di nuova generazione, a dire dell’Amministrazione comunale, e con il perpetuarsi delle pregresse problematiche che ci rendono la vita difficile e minacciano la nostra salute. Negli elaborati progettuali si legge che la soluzione progettuale scelta avrebbe dovuto permettere di risolvere in maniera definitiva il problema sanitario legato alla depurazione nel Comune di Motta San Giovanni. Per quanto riguarda “eliminazione degli odori” si legge ancora “… la presenza di cattivi odori all’interno e all’esterno non è in alcun modo giustificata ad impianto in “esercizio” anche per l’assenza di letti di essiccamento.
Sarebbe opportuno verificare la rispondenza dei singoli elementi che compongono l’impianto ai requisiti di progetto. Tale problematica va avanti da anni e col passare del tempo, col passare degli anni maturano le pere, ma maturano anche i tumori.


Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC Onlus
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”