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Bronzi, Talarico replica a Sgarbi

Bronzi, Talarico replica a Sgarbi
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“L’affermazione, per come riportata da alcune agenzie di stampa nazionale del prof. Vittorio Sgarbi, neo ambasciatore Expo per le Belle Arti, secondo cui i Bronzi di Riace sono inamovibili da Reggio Calabria perché ‘ostaggio della ndrangheta’, lascia sbigottiti e contraddice persino il ruolo di promotore delle Bellezze d’Italia che lo stesso critico d’arte dovrebbe perseguire, seppure a titolo gratuito, coerentemente al mandato conferitogli dal presidente Maroni”.
Lo afferma il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico.
“L’esuberanza del prof. Sgarbi, stavolta, si è abbattuta, senza colpe da espiare, contro la mia Calabria che meriterebbe ben altre attenzioni e cure, visto il debito che storicamente vanta con tutto il Paese”.
“Sono sinceramente sprovvisto di conoscenze tecniche circa la possibilità di muovere i Bronzi dai loro piedistalli; considerato, però, l’intenso lavoro di oltre quattro anni da parte dei tecnici della Sovrintendenza archeologica della Calabria e dell’Istituto centrale per il Restauro nell’apposita sala allestita a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, da cui è emersa l’ estrema fragilità dei Dioscuri bronzei, dovremmo seriamente riflettere prima di lanciare idee, senza dubbio straordinarie, ma, evidentemente, prive di praticabilità. Mi preme ricordare che già nelle fasi di restauro, i Bronzi, ‘la Testa del Filosofo’, la così detta ‘testa bronzea di Basilea’, i ‘pinakes’ di Marasà, il Kouros marmoreo, i due Dioscuri a cavallo e ‘Il cavaliere di Marafioti’, sono stati visitati da migliaia di persone, soprattutto di nazionalità straniera. Peraltro, i Bronzi, si trovano già da tempo esposti in apposite sale create a Palazzo Piacentini, sede del Museo Nazionale della Magna Grecia, a Reggio Calabria, meta tutt’oggi, di centinaia di visitatori. Voglio inoltre ribadire che le due statue, per come confermato dagli studi, presentano numerose microfratture che ne sconsiglierebbero fermamente lo spostamento”.
“Per quel che riguarda la ‘ndrangheta, ad una persona stimabilissima come Vittorio Sgarbi chiederei, caso mai, di aiutarci in una grande operazione di verità che sia veramente efficace per diradare ogni dubbio sull’onestà e sulle speranze dei tanti calabresi che ancora oggi vivono nella loro terra e che hanno bisogno di un processo di liberazione, culturale ed economico, che sia, finalmente, vero spartiacque con una storia criminale che rende oppressi per primi loro stessi e deprime ancora oggi la nostra regione”.