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On. Bruno Censore dopo la visita al carcere di Arghillà di Reggio Calabria

On. Bruno Censore dopo la visita al carcere di Arghillà di Reggio Calabria
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"Una esperienza toccante, che mi ha permesso di toccare con mano i disagi e le condizioni di vita dei detenuti, in una struttura, che, rispetto a tante alte, rappresenta un esempio di dignità e civiltà''.
E' quanto afferma il deputato del PD Bruno Censore, che questa mattina, assieme al leader radicale Marco Pannella, ha fatto visita all'istituto penitenziario di Arghillà di Reggio Calabria.
"La politica e le istituzioni - prosegue Censore - hanno il dovere di mettere in campo politiche tese ad alleviare i disagi che oggi vive chi è recluso e anche chi, direttori, agenti, medici, psicologi ed educatori, opera nelle comunità penitenziarie. Ho sempre fatto mio il principio costituzionale secondo cui gli istituti penitenziari non sono solamente luogo di espiazione ma principalmente spazi di rieducazione del condannato che deve poter vivere il periodo della detenzione secondo un trattamento civile ed umano e volto al reinserimento sociale. Purtroppo, la situazione delle carceri italiane, come è noto, ha raggiunto livelli molto preoccupanti: tutto ciò impone scelte di diversa natura sulla gestione del sistema penitenziario considerando che i drammi del sovraffollamento sono alla base della sofferenza e della disperazione che oggi vivono i detenuti. Aspetto inaccettabile per un Paese civile qual è il nostro, stante il fatto che secondo i dati resi noti dal dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria più della metà dei reclusi sono in attesa di giudizio o in carcerazione preventiva e che i fenomeni di tossicodipendenza e i suicidi non sono più episodici ma - conclude Bruno Censore - rientrano in un quadro di allarmante diffusione che colpisce specialmente i soggetti reclusi più deboli”.

Roma, 4 settembre 2014
F.to on. Bruno Censore