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Pr. Magarò: proposta per la nuova Regione

Pr. Magarò: proposta per la nuova Regione
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“Un’altra proposta semplice semplice per il programma della prossima Regione Calabria? Eccola: una burocrazia che non deve fermare ciò che fa crescere e quanti si impegnano per lo sviluppo e il lavoro. In pratica, uffici regionali nei quali sia impossibile che finiscano impantanati nei cassetti autorizzazioni, licenze e pareri senza i quali si impedisce l’avvio di nuove attività d’impresa o addirittura si provocano chiusure di cantieri e si vanificano opportunità di lavoro”.
Lo ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione consiliare contro la ndrangheta che in proposito ha aggiunto: “Ci sono uffici regionali che più di altri sono nevralgici e possono incidere sullo sviluppo. E ci sono tanti, davvero troppi, appalti fermi per valutazioni di impatto ambientale che non arrivano e licenze ed autorizzazioni che non vengono rilasciate celermente. Così, invece di favorire la crescita e le occasioni di lavoro, gli uffici regionali sono ostacoli, pantani che bloccano capacità imprenditoriali e vanificano opportunità occupazionali”.
“La mia proposta è, ancora una volta, ‘a costo zero’ – ha aggiunto Magarò –: si tratta semplicemente di potenziare quegli uffici che per le loro mansioni e competenze possono incidere direttamente sullo sviluppo. Propongo di metterli in condizione di poter lavorare, nel pieno rispetto della legalità e dei diritti di chi vi opera, al fine di velocizzare tutti gli iter che riguardano pratiche legate ad attività economiche e relative a iniziative che possono avere impatto positivo sulla crescita e sull’occupazione. Gli iter burocratici regionali devono diventare


‘tracciabili’, i cittadini direttamente interessati devono poterli monitorare, nella massima trasparenza, come si fa con le raccomandate”.
Osserva l’esponente politico: “Mi aspetto che le prospettive socio-economiche e occupazionali della Calabria diventino assolutamente centrali in questa fase politica e che rifletta e discuta di queste cose quella buona parte della classe politica preoccupata, particolarmente in questo periodo, più delle proprie convenienze che non delle esigenze vere e profonde della crescita e dello sviluppo della nostra regione”.