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Storia: Caligiuri al convegno dell'Università della Calabria

Storia: Caligiuri al convegno dell'Università della Calabria

"Occorre invertire tanti luoghi comuni per comprendere come stanno realmente le cose in un Paese di contemporanei, come l'Italia, che sembra essere senza antenati ne' posteri, perchè senza memoria". Con questa considerazione l'Assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri ha iniziato il suo intervento al convegno scientifico "Le istruzioni borboniche. La prima normativa anti-sismica d'Europa", che si e' tenuto all'Università della Calabria. Caligiuri ha poi proseguito dicendo che "il recupero della memoria storica e' un dovere civile perchè un popolo che non conosce il proprio passato non può costruire consapevolmente l'avvenire e questo non per ribadire un'appartenenza ma per esprimere la necessita' dell'identità". L'Assessore ha poi ricordato alcune delle iniziative realizzate come "Calabria Jones", il progetto di educazione all'archeologia e ai beni culturali che ha coinvolto 5 mila studenti delle scuole medie e la conclusione dei lavori e l'apertura del Museo delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana, ricordando che ancora alla fine dell'Ottocento la Calabria veniva considerata una regione "industriale". Durante il convegno sono state presentate le ricerche di Raffaele Zinno e Nicola Ruggieri dell'Università della Calabria sulle tipologie costruttive previste dopo il devastante terremoto che colpi' la regione nel 1783, sconvolgendola per sempre, analizzandone il comportamento meccanico ed in particolare la vulnerabilità in conseguenza delle azioni sismiche.

Ruggieri ha sottolineato come “Le "Istruzioni Borboniche", codificate all’indomani del terremoto del 1783 rappresentano la sintesi dei più avanzati principi dell’ingegneria antisismica del Settecento ed evidenziano un particolare avanzamento scientifico del Regno di Napoli nell’età dei Lumi”. Inoltre, ha proseguito sostenendo che “il codice antisismico è da ritenersi precursore della normativa dello Stato italiano e dell’attuale Eurocodice, in cui, i principi indicati dagli ingegneri borbonici, sono riportati nella maggioranza dei casi in maniera pedissequa, in quanto il sistema antisismico borbonico rappresenta l'attuazione della normativa oggi esistente”. Il Rettore Gino Crisci ha portato i suoi saluti ed ha tenuto una relazione sul "Terremoto del 1783" fornendo dati sull’intensità e le caratteristiche della Calabria, rassicurando i convenuti che un “terremoto con una tale immane energia come quello della fine del Settecento ha un periodo di ritorno di almeno mille anni”. A conclusione dei lavori, Crisci insieme a Zinno e Ruggieri, ha presentato il progetto per un censimento degli edifici baraccati realizzati successivamente all’evento tellurico del 1783, continuando l’azione di conoscenza e studio intrapresa dallo SmartLab dell’Università della Calabria sulla resistenza al terremoto di questo valido sistema antisismico Calabrese, primato nell’ingegneria Europea, studiato appunto nell'ateneo di Arcavacata.