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Primarie, Callipo replica ai comitati pro Oliverio

Primarie, Callipo replica ai comitati pro Oliverio
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«Leggo con un certo stupore la polemica messa repentinamente in piedi dai sostenitori del mio avversario alle primarie del 5 ottobre, in seguito alla dichiarazione di sostegno ricevuta dal sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Mi pare, questa, un sintomo di evidente nervosismo in vista dell’appuntamento con le urne di domenica. Il sindaco di Locri, dopo essersi apertamente e pubblicamente dissociato dall’operato della giunta regionale di centrodestra, è stato nel corso dell’ultimo anno uno dei più fieri oppositori di Scopelliti, denunciando a chiare lettere tutti i guasti creati dal governo regionale nella Locride. Tra l’altro il nostro incontro, pubblico e alla luce del sole, è avvenuto alla presenza del segretario cittadino del Pd, Giuseppe Fortugno. Calabrese, eletto a suo tempo a capo di una lista civica, ha più volte dimostrato di non aver nulla a che spartire con il centrodestra. Inoltre, è il sindaco che più di altri sta portando avanti una strenua battaglia contro l’assenteismo negli enti pubblici con grande risalto anche sulla stampa nazionale, divenendo uno dei principali interlocutori, in tema di lotta all’assenteismo, del ministro della Pubblica amministrazione (ministro del Pd), Marianna Madia. Calabrese è dunque un sindaco da ammirare e non da additare a pietra dello scandalo. Un sindaco cui tutti noi dovremmo essere grati non solo per la sua strenua battaglia di civiltà, ma anche per la sua coraggiosa opposizione alla giunta regionale di centrodestra. Dovremmo solo apprezzare quanti, provenendo dal centrodestra, hanno preso apertamente le distanze dall’operato della giunta Scopelliti, decidendo di abbracciare un nuovo progetto di cambiamento per la Calabria. È quello che ci auguriamo faccia la maggior parte dei calabresi. Ma questo progetto di rinnovamento, posso capirlo, non è argomento che possa interessare a Oliverio e ai suoi sostenitori, che ancora oggi si guardano bene dall’usare toni forti contro quella politica, di destra e di sinistra, che da trent’anni ha ridotto la Calabria in questo stato».