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RC. Strangio (A Testa Alta per Reggio): “Altro che Città metropolitana, il cuore di Reggio batte ad Arghillà”

RC. Strangio (A Testa Alta per Reggio): “Altro che Città metropolitana, il cuore di Reggio batte ad Arghillà”
ReP
 

“Il cuore di Reggio batte ad Arghillà e fin quando quel quartiere non sarà bonificato Reggio, nonostante le previsioni di legge, non potrà definirsi una Città metropolitana”. Lo dichiara l’Avv. Giuseppe Strangio, candidato al Consiglio comunale nella Lista “A Testa Alta per Reggio” con Falcomatà Sindaco. “Sono stato tra quelli – prosegue Strangio - che più hanno lavorato per promuovere un emendamento che facesse della nostra città la decima area metropolitana d’Italia. Ma occorre ricordare che la Città metropolitana ai sensi della Legge Del Rio da noi non arriverà prima del 2016/2017. Nel frattempo Reggio non può aspettare e star lì a specchiarsi come la Strega matrigna della favola di Biancaneve ammirando un’immagine illusoria di sé che in realtà non esiste. Definire Reggio oggi Città metropolitana davanti allo stato di abbandono che vivono interi quartieri, suona alle orecchie dei reggini come uno sberleffo”.
“In fondo Arghillà – continua Strangio - è lo specchio di una città smarrita, che registra un profondo disagio sociale e una crisi economica senza precedenti. Ma attenzione a pensare che sia tutto perduto. Ad Arghilla, come altrove, c’è gente dignitosa che resiste nonostante l’incuria e l’assoluto disinteresse di chi ha amministrato Reggio negli ultimi dieci anni e che ha trasformato in un ghetto quel territorio che è un meraviglioso balcone naturale sullo Stretto. E mentre il Modello Reggio proponeva faraoniche opere fieristiche di cui si è persa ogni traccia, chi si reca ad Arghillà trova strutture comunali iniziate e non finite, intere schiere di palazzi che hanno a diposizione solo tre bidoni dell’immondizia che inevitabilmente si accumula lungo i bordi delle strade unico luogo in cui giocano i bambini. Basterebbe un po’ di amore per la città ma fino ad oggi anche queste piccole cose sembrano irrisolvibili. Mentre questo accade, i cittadini lanciano silenziosamente un grande messaggio e ripuliscono autonomamente il quartiere liberandolo dalle erbacce. Ciascuno, con grande dignità, cura la propria aiuola dinanzi casa o nei cortili delle palazzine. Insomma, i cittadini ci provano ma Palazzo San Giorgio da anni non risponde”.
“Il paradosso – sottolinea Strangio - è che nel contempo Arghillà è una “zona franca urbana”, la seconda in Calabria, tra le poche nel sud Italia. E’ un’area a fiscalità di vantaggio per chi investe e vi insedia un’impresa piccola o grande. Si tratta di risorse comunitarie a detrazione dagli oneri fiscali e contributivi che, oggi come oggi, farebbero ovunque la differenza tra un’azienda produttiva e una che va in crisi. Eppure tutto questo è vanificato dalle condizioni generali in cui versa il quartiere. Resta altissimo il rischio sicurezza e quello igienico-sanitario specie ad Arghillà Nord, permane tuttora l’assoluta carenza di luoghi di incontro e socializzazione e di infrastrutture essenziali per il vivere civile”.
“Mettere in sicurezza Arghillà, – conclude Strangio – restituire dignità a chi vi risiede, è prima di tutto un dovere morale verso la città, ma è anche una grande opportunità economica per tutta la zona nord che potrebbe beneficiare dell’esplosione produttiva di quell’area, con un indotto che ricadrebbe sull’intera comunità. In tutta Europa le zone franche urbane nel breve-medio periodo producono trasformazioni urbanistiche ed economiche notevoli nelle aree in cui ricadono. Dobbiamo fare in modo che questo accada anche da noi”.